Roaming cellulare: così l’Europa cambia le regole
L’aveva promesso e l’ha fatto: il 28 marzo la Commissione Europea ha presentato la proposta ufficiale con cui intende ridurre i salassi di chi usa il cellulare all’estero. In sostanza, le novità proposte sono due: all’interno della comunità europea ricevere le telefonare in roaming deve essere gratis; farle deve costare come se si telefonasse dal proprio Paese.
>Internet, telefoni e dintorniIl tutto arriva al termine di una prima serie di consultazioni sul roaming; ora si passa a una seconda fase, dal 3 al 28 aprile. Al termine della quale, ricevuto il via libera dal Parlamento europeo e dagli stati membri (già dichiaratisi favorevoli alla rivoluzione del roaming), la Comunità renderà legge la proposta. A giugno, si prevede. Sarà immediatamente efficace sugli operatori di tutti i Paesi membri. Ora si apre la guerra, quindi fino all’ultimo momento bisogna tenere a freno l’ottimismo. Gli operatori infatti stanno combattendo perché questa proposta non passi. La Gsm Association sostiene che i prezzi alti di roaming sono giustificati, perché la chiamata deve essere instradata verso il Paese di origine della Sim prima di tornare a quello da cui viene fatta dall’utente per poi, in un terzo momento, raggiungere il destinatario.
Il cosiddetto “routing back”. La Commissione invece sostiene che non ci sono motivi tecnici oggettivi perché il roaming costi di più di una chiamata normale. E che il routing back si può evitare con tecniche di instradamento già fattibili. Fatto sta che Vodafone, già il 28 marzo, poche ore dopo la proposta ufficiale (perfetto tempismo), ha fatto sentire la propria voce: sostiene di avere già eliminato i disagi del roaming, grazie al piano tariffario Passport, adottato da 6 milioni di persone in Europea e un milione in Italia. Con il quale Vodafone “ha permesso un risparmio medio di oltre il 30% per i suoi clienti in tutta Europa”, dice una nota ufficiale. Passport permette di chiamare dall’estero al costo extra (rispetto a quello nazionale) di un euro a chiamata. Secondo Vodafone, la Commissione dovrebbe lasciare fare agli operatori, insomma. “La dinamica competitiva sta portando altri operatori a sviluppare una presenza su scala europea, che concretamente già offre prezzi più bassi per i clienti”.
Ma la Commissione Europea delle promesse degli operatori non si fida più. Fa notare che i prezzi del roaming sono aumentati negli ultimi sei mesi, in media in Europa, nonostante i ripetuti richiami della Commissione. Ecco perché ora è arrivata a volere imporre sconti subito e dall’alto, senza più aspettare (sperare) che le “dinamiche competitive” facciano il loro ipotetico corso.





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