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Videogiochi per una buona battaglia

Scritto da Simona Santoni

Dal sito del Darfur Digital Activist
Accusati di essere troppo cruenti e di istigare a gesti violenti imititavi, ora possono diventare addirittura mezzi di educazione. E così negli Stati Uniti i videogiochi diventano modelli di vita per i cittadini. Un potente strumento di insegnamento, un luogo dove la gente può costruire qualcosa di produttivo, imparando mentre gioca.

Mondo gaming Con tale fine sono sorti due concorsi, segnalati da Wired, uno per promuovere l’immagine dell’America oltremare, un altro per concentrare l’attenzione sul genocidio in Sudan.
Nel primo (Reinventin Public Diplomacy Troough Games Competition) gli sfidanti devono utilizzare i principi di “public diplomacy” nel realizzare il videogioco, nuovo di zecca o rielaborato da altri già esistenti. Il vincitore riceverà 5.000 dollari.

L’altro concorso (Darfur Digital Activist competition), rivolto agli studenti dei college statunitensi, spera di svegliare le coscienze e creare una certa consapevolezza sulla tragedia che si sta svolgendo in Sudan, nel Darfur. Una strage continua che si protrae da un anno e mezzo passando spesso inosservata, con rari accenni tra le news giornalistiche. Al progetto vincente sarà data l’opportunità di completare la realizzazione del videogioco.



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