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Disco verde per la Tv sui cellulari

Scritto da Giulio Boresa

Buone notizie per chi non vede l’ora di vedere le partite dei mondiali sullo schermo del cellulare: questa settimana l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) ha dato il via libera agli operatori di telefonia e ai broadcaster Tv, fissando alcune regole.

Internet, telefoni e dintorni

L’Agcom ha stabilito che il Dvb-h (Digital Video Broadcasting - Handheld) debba essere fatto sulle frequenze televisive classiche, la banda Uhf. Il che è quello che ci si attendeva e che darà una certa spinta alla tecnologia della Tv su cellulare. Sono infatti frequenze buone per coprire il territorio; alcuni operatori (Tim e 3) e broadcaster televisivi (Rai e Mediaset) hanno del resto già cominciato a investire centinaia di milioni di euro nel Dvb-h nell’idea di doverlo fare su frequenze televisive.
Rai e Mediaset hanno avuto una buona notizia da questa delibera: ora il loro patrimonio di frequenze vale di più; vi si aggiunge anche il Dvb-h.

Contenti anche Tim e 3, che si sono già mossi per fare Dvb-h su frequenze televisive (di tipo digitale). Tim ha stretto un accordo con Mediaset, per usarne la rete e le frequenze dedicate al Dvb-h. Tre invece ha acquisito una Tv (Canale 7) con annesse frequenze.

A non gradire la delibera è Vodafone. Lo riporta Panorama Economy: “Vodafone ha sollevato, nella memoria consegnata all’Authority (Agcom, Ndr.) prima del Consiglio, il problema della titolarità delle frequenze, che a suo avviso devono essere assegnate non ai broadcaster Tv, come previsto oggi, ma alle compagnie telefoniche”.

Vodafone ha in corso da mesi trattative con Mediaset per un accordo analogo a quello di Tim. Ancora non lo chiude, però, e forse la ragione degli indugi si evince dalla posizione espressa adesso: vorrebbe avere il controllo delle frequenze, invece di lasciarlo ai broadcaster. Wind è il solo operatore a dirsi non interessato al Dvb-h.

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