Prova giochi, “Tomb Raider: Legend”
Il boom del divertimento Merito di un saggio cambio di sviluppatore: scaricata Core Design, il produttore Eidos si è affidato a Crystal Dynamics, che ha ripulito il gioco da tutte le scorie accumulate negli anni cercando di ridare smalto alla formula originaria. “Legend” riporta quindi l’accento sulle fasi di esplorazione, con livelli abbastanza lineari ma vasti e articolati, ed enigmi stimolanti che fanno spesso un buon uso della fisica. Le sezioni action (le sparatorie, in sostanza) si inseriscono al momento giusto variando il ritmo dell’azione con rapide impennate di adrenalina.
Lara - oltre a essere splendida come mai prima d’ora - si muove finalmente con fluidità compiendo un numero esagerato di manovre acrobatiche che non possono non richiamare alla mente le evoluzioni di “Prince Of Persia”. In più, dispone di alcuni gingilli hi-tech davvero interessanti, come il rampino magnetico e il visore-scanner.
Il sistema di controllo lavora alla perfezione in qualunque circostanza, tanto che non c’è traccia della frustrante rigidità degli ultimi “Tomb Raider”, e anche il comparto artistico ha fatto un deciso balzo in avanti, sfoggiando una grafica nitida, dettagliata e di grande atmosfera.
E allora, cosa impedisce a “Legend” di essere un capolavoro? La brevità del gioco e la sensazione di déjà vu che fa capolino di tanto in tanto. Difetti marginali, comunque: questo “Tomb Raider” riporta Lara di diritto tra le star del’action game.
Voto: 8,5
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