Tv sui cellulari, tra avanguardia e dubbi
L’Italia da giugno sarà pioniera, al mondo, per la Tv su cellulare Dvb-h (Digital Video Broadcasting - Handheld), ma in questo primato ci sono anche parecchie spine. I cellulari sono infatti ancora acerbi. Ne parlano poco i giornali, adesso tutti concentrati a raccontare l’offerta di 3 Italia e di Telecom Italia (Tim), che partono a giugno e alla quale, da settembre, seguirà quella di Vodafone.
>Internet, telefoni e dintorniI terminali usati saranno LG U900, Samsung P920 (3 Italia) e il Samsung P910 (Tim e Vodafone). Il P920 e il P910 sono gemelli, quasi una goccia d’acqua. Già da questo indizio- la scarsa differenziazione tra operatori quanto a cellulari usati- si può capire come il Dvb-h sia una tecnologia agli esordi. Pochi i modelli già disponibili. E con un paio di problemi, che Telecom stessa riconosce.
Il prezzo dei modelli e la durata delle batterie. Troppo alto il primo, troppo bassa la seconda. Nessuna meraviglia: tutte le tecnologie, all’inizio, hanno qualche lacuna da farsi perdonare e costi non tanto popolari. E il Dvb-h non è mai stato adottato prima d’ora nel mondo. Un cellulare Dvb-h, senza sovvenzioni, costerà circa 400 euro. Tre li venderà a un prezzo variabile dai 99 ai 499 euro, a seconda dell’offerta scelta dall’utente. Non si sa di più, ma è abbastanza facile da intuire che quanto meno costerà il cellulare quanto più onerosi saranno i vincoli chiesti dall’operatore all’utente.
Una batteria carica assicura circa tre ore di Tv ininterrotte. Possono sembrare tante (due film interi!), ma non dobbiamo dimenticare che con il cellulare un utente ci vuole anche telefonare. Vedere una partita di calcio dimezzerebbe quindi la durata di una batteria che era perfettamente carica. Sarebbe bene rendere il Dvb-h dispendioso, per la batteria, quanto una telefonata e quindi portare almeno a sei ore la durata. I produttori ci stanno lavorando, ma è ormai chiaro che i primi utenti, pionieri del Dvb-h in Italia, dovranno scontare qualche inconveniente di questo tipo.
Del resto, è accaduto lo stesso con l’Umts. Visto che il Dvb-h è una tecnologia molto più semplice dell’Umts dovrebbero bastare però 12 mesi per farle superare i problemi iniziali. L’utente, nell’entusiasmo di aderire all’offerta Dvb-h, in occasione dei mondiali, potrebbe dimenticare che per ogni tecnologia le avanguardie hanno un po’ il ruolo di cavie per l’industria. Hanno il vantaggio di arrivare prima degli altri e lo svantaggio di fare banco di prova per sgrossare i difetti della tecnologia appena lanciata.





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