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Cellulari, prezzi roaming in picchiata

Scritto da Giulio Boresa

Si è aperto il portone degli sconti. Alcuni dei principali operatori mobili europei, Vodafone, Orange, T-Mobile, hanno annunciato che entro l’anno taglieranno i prezzi per le chiamate fatte dall’estero.

È un raptus di generosità che si spiega facilmente. È l’estremo tentativo dell’industria di parare la mazzata del provvedimento della Commissione Europea, che ha già annunciato di volere rendere i prezzi del roaming, all’interno dei confini UE, pari a quelle di una chiamata nazionale.

Internet, telefoni e dintorni Gli operatori cercano insomma di dimostrare di essere sulla buona strada, sulla via degli sconti, e di non avere bisogno di un provvedimento punitivo. La Commissione, però, ha detto di apprezzare questa buona volontà da parte dell’industria ma ha anche aggiunto che è troppo tardi per le iniziative private e che comunque non sono sufficienti. Il 12 maggio finiranno le consultazioni con gli operatori e poi a luglio dovrebbe arrivare il provvedimento di taglio prezzi, “per il beneficio di tutti i consumatori UE e non solo di quelli di un particolare operatore”, ha spiegato un portavoce della Commissione. Vodafone abbasserà i prezzi di roaming da 0,90 a 0,55 cent al minuto, in media; T-Mobile (in Gran Bretagna) arriverà a 0,55 sterline in 29 Paesi dell’Europa Unita, Usa e Canada. Orange (Francia) abbasserà i prezzi del 20 per cento.

Gli operatori, separatamente e per voce della Gsm Association, hanno detto a chiare lettere di non approvare la mossa della Commissione. Per loro è un’interferenza pericolosa, perché il mercato è già competitivo e i prezzi, anche quelli di roaming, sono destinati a calare naturalmente.

È possibile che sia così; ma la Commissione era stanca di attendere i comodi degli operatori. Li aveva richiamati già molte volte, chiedendo loro di scontare il roaming. Con scarsi risultati, finora.

Le argomentazioni degli operatori sono peraltro indebolite da un dato di fatto. Nonostante il clima dichiarato di forte competizione, soltanto ora che pesa la minaccia del provvedimento Ue gli operatori si sono affrettati a promettere sconti. Sembra insomma che l’intervento della Commissione fosse necessario, perché altrimenti i provider avrebbero aspettato ancora chissà quanto.

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