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La tv sul cellulare? Oggi non piace, domani chissà…

Scritto da Gianni Rusconi

Calcio, reality, notiziari, e quant’altro in diretta dai palinsesti televisivi sul telefonino, che tramite un’apposita antenna riceve il segnale del digitale terrestre: la mobile Tv, in due parole, è già una sorta di servizio irrinunciabile per gli utenti o è ancora un fenomeno tutto da plasmare e comprendere?

Internet, telefoni e dintorni Alla domanda tutt’altro che banale hanno provato a rispondere Tns Infratest con una ricerca condotta a livello internazionale (18 i paesi monitorati dall’indagine attraverso 6.000 interviste) e una mirata indagine qualitativa effettuata in Italia.

La prima ha detto che tra ha detto che tra i consumatori regna ancora parecchia incertezza riguardo la presenza o meno del servizio nel proprio paese e la domanda è ancora molto limitata anche fra gli utenti mobili di Paesi tecnologicamente molto avanzati, come Olanda, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Australia e Svezia.

Il grado di confusione è bene espresso da un dato: a livello globale solo l‘11% di chi possiede un telefonino o palmare a banda larga (Wi-Fi, Gprs/Edge o 3G) ha sottoscritto un abbonamento alla Mobile Tv e non è certo un caso che Honk Kong, Giappone e Corea siano i Paesi dove la percentuale di utenti già attivi e interessati al servizio è più elevata.

Perché la Tv in versione “pocket” fa fatica a ritagliarsi lo spazio fra gli altri servizi offerti via cellulare? Tns ha rilevato come il 64% dei consumatori abbia dichiarato di non voler sottoscrivere il servizio neppure quando questo sarà reso disponibile e che solo circa il 5% degli intervistati si dichiari molto interessato alla Tv da passeggio.

Tirando le somme, gli analisti dicono che la Mobile Tv, nel breve periodo, avrà difficoltà ad affermarsi, che solo quarto di coloro che hanno un cellulare di nuova generazione sono dell’idea di sottoscrivere il servizio, che servono contenuti di interesse (film, programmi musicali e soprattutto news) e una qualità audio e video della trasmissione all’altezza.
L’attuale basso livello di soddisfazione degli utenti chiama infine in causa anche i costi del servizio e i limiti dei terminali in fatto di dimensioni dello schermo e consumi della batteria.

Italiani più sensibili, ma non troppo
Stando alle aspettative degli utenti italiani, che hanno dichiarato uno specifico interesse per il servizio in funzione degli imminenti mondiali di calcio, gli interventi da apportare alla Mobile Tv attuale riguarderebbero soprattutto la programmazione dei contenuti, che dovrebbe andare oltre quella proposta dalla Tv generalista ed essere maggiormente basata su programmi ad hoc e on demand.

La sintesi delle osservazioni raccolte dai focus group organizzati da Tns nel Belpaese mette in evidenza inoltre come la Tv mobile abbia costi abbordabili solo per un utilizzo saltuario, vedi in viaggio e nelle sale di attesa o nella pause di relax in casa, e lasci ancora dubbi sia sui contenuti che sull’effettiva qualità dei terminali, rei di avere un display piccolo e batterie con limitata autonomia.

I freni inibitori che lasciano anche gli italiani in una posizione di attesa sono quindi comuni agli altri paesi e in aggiunta “fanno paura” la necessità di acquistare un nuovo telefono (da qualche centinaia di euro) e l’esperienza non esaltante vissuta finora con i servizi di video streaming attivi attivo da qualche anno.

L’era della Mobile Tv, sembra di capire, non è ancora iniziata e di boom, dicono gli esperti del mondo media, si potrà parlare solo quando si riuscirà a far comprendere le reali grandi nuove potenzialità del servizio agli utenti.

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