Chiude il Sonar 2006 di Barcellona
Il futuro sarà sempre più always on: scenari e prospettive della mobile culture e del mondo digitale Sonar 2006Sonar 2006
Chiude il Sonar, ma soprattutto con l’edizione 2006 si chiude la trilogia con cui SonarMática, la sezione del festival spagnolo dedicato alla digital art, ha investigato le interrelazioni tra la tecnologia e lo spazio geografico.
Audio&video La scelta del motto di questa edizione - always on - non è ovviamente casuale, ma soprattutto è una constatazione più che l’indicazione di un futuro possibile: la mobile culture è infatti ormai esperienza comune e quotidiana nei suoi aspetti deteriori (i telefonini che trillano ovunque, dalle sale cinematografiche alle corsie degli ospedali), ma soprattutto nei suoi aspetti migliori (la discrezionalità con cui si può scegliere di essere sempre reperibili). I player video e musicali non solo rendono possibile portare con sé, ovunque e in ogni momento, praticamente tutta la nostra biblioteca multimediale, ma anche produrre continuamente nuovi contenuti digitali. I Gps e i sistemi di localizzazione geografica stanno cambiando radicalmente il nostro rapporto con il territorio. Infine, la diffusione del Wi-Fi viaggia con incrementi annui a doppia cifra (e Barcellona è la città più connessa in modalità wireless d’Europa).
Eppure - ed è questo il messaggio più forte che emerge da SonarMática, a fronte di questa enorme e crescente disponibilità tecnologica - manca ancora uno scatto in avanti, che è quello fondamentale di fare network. Se in Internet questa capacità di fare rete è ormai acquisita (dai blog e la loro moltiplicazione delle fonti informative a siti come Wikipedia - giusto per citare il più celebre - che diffonde conoscenze partecipate e collaborative), per tutti i device portatili (cellulari, Pda, navigatori satellitari, player videomusicali) tutto ciò è ancora da venire.
E lo scenario prossimo venturo è quello andato in scena al Sonar 2006 che, non a caso, si è per la prima volta ampiamente aperto anche alla città di Barcellona: il geocaching è forse solo un gioco, ma è senza dubbio il più celebre esempio di questa capacità di fare network attraverso media e strumenti diversi. Ma il passaggio dal gioco alla condivisione delle informazioni è più breve di quanto si possa pensare, e lo dimostrano progetti come Bio Mapping di Christian Nold, oppure Yellow Arrow del gruppo di marketing territoriale Counts Media.
Solo astratte sperimentazioni? No, e il successo del podcasting può esserne la dimostrazione: l’iPod non solo ha aperto scenari inimmaginabili per la fruizione di contenuti digitali, ma ha permesso anche la produzione e diffusione dal basso e per il basso (tra gli utenti) di contenuti informativi.
Certo Counts Media con Yellow Arrow ci ammonisce sul pericolo che questa pervasività di contenuti always on sia piegata a fini commerciali (cosa faremmo se passando davanti a un megastore ci arrivasse un Sms con le offerte promozionali del giorno?), ma gli anticorpi sono già previsti nel dispositivo: davanti a quel megastore ci basterebbe controllare l’irritazione registrata tramite la Gsr - Galvanic Skin Response dal tool di Bio Mapping per scoprire al volo che si tratta ancora una volta di una fregatura.





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