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Prova giochi, “Dreamfall: The Longest Journey”

Scritto da Filippo Ferrari

Dreamfall - Credits: Funcom
Giochi: Fifa 2006 | Giochi | Foto da Flickr | News di oggi | Fotonotizie dal mondo_PARTECIPA AL CONCORSO - Vinci un lettore Mp3!
A distanza di sei anni dal capolavoro “The Longest Journey”, Ragnar Tornquist e il suo team creativo Funcom ci riportano nei mondi paralleli di Stark e Arcadia con l’attesissimo sequel, “Dreamfall” (per Pc e Xbox), il secondo capitolo della trilogia. Siamo nel 2219 e questa volta la protagonista (ma i personaggi giocabili sono tre, in varie fasi) è Zoe Castillo, una ragazza ventenne in crisi depressiva che finisce coinvolta nell’ennesimo pasticcio transdimensionale.

Il boom del divertimento “Dreamfall” si presenta come una classica avventura grafica in 3d, sospesa tra fantasy, magia e fantascienza. Sgombriamo subito il campo da un possibile errore di valutazione: “Dreamfall” ha pecche lampanti, dalla scarsa interattività agli enigmi facili facili, fino alle brutte sequenze action e stealth (che fortunatamente sono poche e ogni tanto anche evitabili). Però basare il giudizio su questi difetti - irrisori - significa fraintendere completamente l’essenza di “Dreamfall”.

Personaggi sfaccettati e credibili (Zoe è memorabile), dialoghi profondi, mondi fantasiosi elaborati con coerenza: “Dreamfall” vuole raccontare una storia usando il linguaggio specifico dei videogame, e in questo è un successo pieno. Come pochi altri titoli (“Syberia”, “Grim Fandango”, “Fahrenheit”) hanno saputo fare, è la dimostrazione che il videogioco può essere un medium narrativo compiuto, con la stessa dignità di un film, un romanzo o un fumetto.
Grazie a una visione artistica magistrale in ogni elemento, dalla grafica al doppiaggio, “Dreamfall” trasporta il giocatore in un’altra dimensione, gli fa provare empatia per i personaggi, tocca corde emozionali e offre spunti di riflessione su tematiche di un certo peso: il destino, la politica, la libertà, la religione. Niente male, per un semplice “hobby”.

A molti giocatori moderni, cresciuti a sparatutto e azione sfrenata, questa impostazione potrebbe risultare irritante. De gustibus. Per chi ha pazienza e apprezza i ritmi riflessivi, “Dreamfall” è un’esperienza che merita di essere vissuta. Sperando di non dover aspettare altri sei anni prima di vedere la conclusione della saga.

Voto: 8,5



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