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Roaming cellulari, addio prezzi bassi

Scritto da Giulio Boresa

Sarà pubblicato nelle prossime ore il piano formale con cui la Commissione Europea intende tagliare i prezzi del roaming di telefonia mobile in Europa, ma già c’è nell’aria odore di disfatta per le speranze dei consumatori.

Tariffe telefonini I prezzi del roaming, a quanto pare, non scenderanno poi di tanto: i due opposti fronti in seno alla Commissione (pro e contro il taglio dei prezzi) hanno appena trovato un accordo su una posizione di compromesso.
Prima l’obiettivo del commissario Viviane Reding era dirompente: equiparare i prezzi di roaming a quelli di una chiamata nazionale. Adesso si parla, più modestamente, di imporre agli operatori un “price cap”, cioè i prezzi al dettaglio potranno essere al massimo il 30 per cento superiori rispetto a quelli all’ingrosso.

È già qualcosa, intendiamoci: secondo la Commissione, il mercato del roaming vale circa 8,5 miliardi di euro in Europa e il prezzo pagato dagli utenti è ingiustificatamente alto (il 70 per cento più caro rispetto ai costi sopportati dagli operatori per offrire il servizio).

Il tetto del 30 per cento varrà anche per le chiamate ricevute in roaming, che quindi non saranno gratuite (a differenza di quanto annunciato in precedenza dalla Commissione). È un compromesso, tra l’altro, che potrebbe non soddisfare nemmeno gli operatori; secondo Gsm association subiranno perdite pari a 4,3 miliardi di euro. Il roaming rappresenta infatti ad oggi il 10 per cento dei loro ricavi. Già: anche se all’utente comune non capita spesso di telefonare dall’estero, il roaming costa così tanto (da un minimo di 1 euro a un massimo di 6 euro al minuto) che finisce per contribuire in modo sostanziale alle entrate degli operatori.

I quali- bisogna riconoscerlo- nelle settimane scorse hanno fatto di tutto per venire incontro alle richieste dell’Ue e quindi cercare di scampare dalla mazzata sui prezzi del roaming. Ultima mossa, Gsm association ha appena pubblicato un sito che guida l’utente alle diverse tariffe di roaming. È un messaggio di buona volontà, a favore di una maggiore trasparenza dei prezzi (il che era uno dei problemi evidenziati dalla Commissione). Peccato non ce ne fosse ormai tanto bisogno e quindi il tutto si riduca a una mossa simbolica: la Commissione aveva già pubblicato un sito con una comparazione tariffaria.

Più concrete le azioni messe in atto dagli operatori italiani per ridurre i prezzi di roaming. Si va dalla tariffa Globe, di Tim (per chiamare 60 Paesi a 19 cent al minuto, più lo scatto) a Passport di Vodafone (in 21 Paesi si parla con la tariffa nazionale, più 1 euro alla risposta) al piano 10 Roaming di Wind (dal secondo minuto in poi ognuno costa 10 cent, in tutto il mondo; tariffa valida fino al 30 settembre e costa 5 euro al mese).
Da ottobre 2007 scatterà infine la promessa di alcuni operatori (tra cui Wind e Tim) di dimezzare i costi di roaming. Resterà in piedi anche dopo la decisione di compromesso dell’UE? O il tanto decantato taglio del roaming finirà con poca gloria?

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