Fotografia: una dedica a Francesca Woodman
Photogallery | Attori come fumetti | Miss Digital WorldArtista americana rimasta per molto sconosciuta al grande pubblico, la giovane Francesca Woodman è stata riscoperta dopo la sua morte. Da suicida, appena ventitreenne. E nelle sue fotografie così giovani e risalenti agli anni Settanta eppure pulsa una forte attualità. Sorprendente. Ma si sente, latente, silenzioso, quel senso di disagio, quella sospensione alla vita che forse poi la spinse a un rifiuto della stessa.
Mondo digitale La mostra che la Galleria Massimo Minini di Brescia le dedica, in occasione della Biennale Internazionale di Fotografia, espone le sue immagini rigorosamente in bianco e nero, scattate tra il 1972 e il 1981, anno del suicidio. E qui sembra dischiudersi il suo animo. Spesso protagonista-non protagonista delle foto, il corpo nudo della Woodman compare in molte immagini, parti di esso, come monche, dietro un velo o contro uno specchio, per lo più decentrate, presenze-assenze di luoghi soprattutto degradati. Desolati. Contro pareti dall’intonaco scrostato, in stanze semivuote e fatiscenti, in terra, in spazi che sembrano giardini incantati. Emanando sempre un fascino atemporale. Non c’è tempo nelle foto. E non c’è movimento, interrotto o rapito. C’è sospensione. Sospensione del respiro. In un frammento di intimità.
Ricorrenti sono elementi come lo specchio, il vetro, i fiori, soprattutto calle e gigli, le conchiglie, i drappi dietro cui celare le membra adolescenti.
L’esposizione, che permette di entrare in contatto con questa geniale apparizione femminile nella storia tutta maschile della fotografia, è aperta sino al 15 settembre.
Fino al 15 settembre.
Presso la Galleria Massimo Minini, via Apollonio 68 - Brescia
Orari: dal lunedì al venerdì 10-19.30; sabato 15.30-19.30
Tel.: 030.383034
Email: info@galleriaminini.it





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