Sms per guidare meglio
Non c’è dubbio: il telefonino è diventato il migliore amico dell’automobilista e non solo per avvertire la famiglia di un ritardo ma anche per fare un mucchio di altre cose (tranne parlarci mentre si guida), risparmiando tempo, soldi e pazienza.
Con un sms oggi si può parcheggiare, risparmiare sulla benzina, evitare l’autovelox e il traffico.
Per approfondire Parcheggiare in città
La prima è stata Forlì, nel 2002, poi Torino, Firenze e Roma. Adesso anche a Milano basta inviare un messaggio dal proprio telefonino per sostare nelle aree delimitate.
Il meccanismo, però, non è dei più semplici.
Bisogna, infatti, comprare un kit negli Atm point (costa 10 euro, 4 per il servizio e 6 di sosta effettiva): comprende un contrassegno da esporre sul parabrezza e una carta ricaricabile con un codice Pin da inviare, insieme al numero dell’area di sosta, quando si parcheggia. Si può pagare da un minimo di 30 minuti a un massimo di 5 ore consecutive. L’avvenuto pagamento viene confermato da un sms inviato al telefonino dell’automobilista da parte del centro servizi.
Quando si riparte si manda un altro messaggio e la cifra da pagare per il parcheggio viene scalata dalla carta ricaricabile.
Un po’ macchinoso ma con dei vantaggi: si paga solo per il tempo effettivamente necessario, non bisogna avere in tasca monete per i parcometri, non occorre dovere decidere in precedenza la durata della sosta e non si perde tempo alla ricerca di un punto vendita di “grattini”.
Trovare il distributore più economico
È un nuovo servizio telefonico chiamato Iadi: invia agli automobilisti interessati una lista dei distributori meno cari più vicini, sia in città sia in autostrada.
Basta inviare un sms al numero 48472 con l’indicazione del luogo in cui ci si trova e del tipo di carburante necessario.
Si ricevono le coordinate dei distributori, con il prezzo al litro e la distanza. Non c’è bisogno di un abbonamento: si paga solo l’sms, da 25 a 28 centesimi, a seconda del gestore telefonico.
Evitare l’autovelox
Si chiama SMSvelox e arriva in Italia dopo le esperienze tedesche, danesi e svedesi: è il servizio che informa gli automobilisti sulla presenza dei dispositivi di controllo della velocità ed è attivo su tutta la rete stradale italiana.
Bisogna registrarsi sul sito internet www.smsvelox.com e indicare i tratti stradali per i quali si vogliono ricevere informazioni.
Una volta in viaggio arriveranno sul proprio telefono i messaggi di segnalazione. Il servizio costa 15 euro per la ricezione di 50 messaggi.
Anche se è un sistema per “aggirare” i limiti di velocità il servizio è assolutamente lecito: si tratta, come specifica l’azienda, di “scambio in tempo reale di informazioni di pubblico dominio, fra gli utenti della strada, per mezzo di tecnologie conosciute”, e non c’è legge che vieta di comunicare la presenza di controlli della velocità sulle strade.
Entrare anche dove non si può
A Udine è invece attivo un servizio sms per chiedere il permesso di entrare nella zona a traffico limitato.
“È unico in Italia” spiega Daniele Preda, amministratore di Sms Italia, il primo sms provider aperto nel nostro Paese che realizza servizi interattivi automatici via cellulare. “L’autista invia un sms a un numero telefonico della polizia municipale digitando le motivazioni del permesso e un codice con la targa del veicolo, l’esatta località a cui si vuole accedere, la data, l’orario di entrata e quello di uscita dalla zona”.
Ma possono usufruirne solo alcune categorie: agenti di commercio, imprese edili o di assistenza a domicilio, accompagnatori scolastici e chi svolge operazioni di carico e scarico merci per le attività commerciali.
I messaggi vengono ricevuti e gestiti via internet dalla polizia municipale che invia un sms di risposta agli automobilisti per accordare o meno il permesso. Per gli utenti è gratis.
Controllare il traffico
L’ultima frontiera del “telefonino amico dell’automobilista” è il controllo del traffico.
Attualmente, è solo un progetto del Massachusetts Institute of Technology (il Mit) di Boston ma sarà sperimentato in autunno a Roma, prima capitale al mondo. Ecco il principio: gli operatori telefonici conoscono la posizione degli utenti dato che il loro segnale li raggiunge; partendo dal presupposto che quasi tutti gli automobilisti hanno con sé un telefonino, è possibile stabilire la posizione di tanti cellulari sotto forma di aggregati (ma assolutamente anonimi).
Questi segnali saranno trasmessi all’istituto di Boston: lì verranno rielaborati secondo particolari metodi che permettono di capire se un determinato segnale arriva da un pedone o da un automobilista. Boston ritrasmetterà a Roma la mappa del traffico.
È ancora da stabilire come sarà poi comunicata agli automobilisti la situazione delle strade in ogni momento, ma il progetto, che si chiama “Real time Roma” e che sarà presentato a settembre alla Mostra Internazionale di architettura di Venezia, è davvero rivoluzionario.





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