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Prova giochi: “Dead Rising”

Scritto da Filippo Ferrari

Dead Rising - Credits: Capcom
Eccezionale opera prima di Capcom su una console next-gen: “Dead Rising” gronda di zombie, divertimento e inventiva_”Pro Evolution Soccer 6” in anteprima_Mondo gaming
Cosa ci fa un fotoreporter intrappolato in un centro commerciale pieno di zombie? Scatta fotografie, chiaro. Sempre che riesca a sopravvivere, magari abbastanza a lungo da scoprire cosa è successo alla ex-idilliaca, ora zombificata, cittadina di Willamette, Colorado.

Il boom del divertimento Inventivo e folle, “Dead Rising” (da Capcom, per Xbox 360) cita il cinema di George Romero e reinventa i survival horror. È un generatore senza sosta di possibilità di gioco e di situazioni comiche e grottesche (lo humour nero abbonda). Combinata a una grande libertà di movimento, la quantità di azioni e interazioni possibili lascia stupefatti.
L’insensata mole di armi e oggetti recuperabili nei negozi spinge a sperimentare sui morti viventi fantasiosi metodi di sterminio. A loro volta gli zombie, per non farci mancare niente, affluiscono a dozzine. Coltelli, palloni da calcio, tagliaerba, frisbee, falci, mani mozzate, cestini della spazzatura, mazze da golf: l’elenco è più lungo delle pagine gialle di Milano. Anche dopo ore di gioco, la mattanza non viene mai a noia.

Se però si va oltre, emerge una sfida complessa e impegnativa (a volte quasi frustrante). Il divertimento puro della festa splatter nasconde una polpa sostanziosa, fatta di meccaniche e idee stimolanti, come la particolare scansione del tempo, la struttura di gioco “libera”, la possibilità di ripetere i livelli da capo mantenendo abilità e statistiche acquisite nel giro precedente, i punti bonus che si possono ottenere scattando fotografie.
La realizzazione tecnica è superlativa: l’esorbitante numero di zombie contemporaneamente su schermo sarebbe inconcepibile per qualunque altra console sul mercato. Ottimo anche il doppiaggio, e non si tratta di un dettaglio da poco.

Cosa impedisce allora a “Dead Rising” di venire incluso nel club dei capolavori? Purtroppo, alcuni difetti sono davvero difficili da digerire. Il sistema di salvataggio, innanzi tutto, è una tortura. A seguire: l’irritante stupidità dei sopravvissuti che si incontrano, gli scontri mal congegnati con i boss, i sottotitoli illeggibili se non si usa un Hdtv (cara Capcom, non tutti si sono già attrezzati).
Fatta la tara, comunque, “Dead Rising” resta uno dei titoli più originali e trionfali degli ultimi mesi. Seghe elettriche, falciatrici, migliaia di zombie: serve dire altro?

Voto: 8,5



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