Prova auricolari: Plantronics Voyager 510-Usb
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Per l’invio/ricezione del segnale, il Voyager 510-Usb sfrutta un collegamento Bluetooth 1.2 su un range di frequenza di 2.4 GHz; il raggio massimo di funzionamento è di circa 10 metri. Sul versante telefonico, la compatibilità è estesa a tutti i principali terminali Bluetooth fino a un massimo di 8 dispositivi accoppiabili. Il collegamento con il pc è invece regolato da un piccolo modulo plug & play da collegare direttamente alla presa Usb.
Quanto alle feature audio, il nuovo auricolare Plantronics può contare su un sistema di cancellazione del rumore e sulla presenza di un microfono a tecnologia WindSmart, espressamente concepito per l’utilizzo in postazioni Wi-Fi particolarmente rumorose come bar e aeroporti.
Il prezzo consigliato è di 129 euro Iva inclusa.
Queste in sintesi le principali caratteristiche tecniche:
- Peso: 17 g;
- Tasto di controllo multi-funzione delle chiamate;
- Led indicatore dello stato di attività;
- Technologia Bluetooth V1.2;
- Range di frequenza: 2.4 GHz;
- Fino a 8 dispositivi collegabili;
- Ricezione fino a 10 metri dal pc o dal cellulare;
- Microfono a riduzione di rumore e tecnologia WindSmart;
- Tecnologia multipoint per condividere senza fili le comunicazioni tra telefono cellulare e pc;
- Adattatore Usb voce Bluethooth plug-and-play;
- Software PerSonoCall per l’integrazione con le più diffuse applicazioni softphone;
- Custodia e caricatore Usb da viaggio incluso;
- Autonomia: fino a 6 ore in conversazione, fino a 100 ore in standby;
- Tempo di ricarica: 3 ore.
Come funziona
Diamo innanzitutto uno sguardo alla confezione, nella quale troviamo - oltre all’auricolare - il caricatore Usb, il modulo plug & play per l’allacciamento con il pc, tre cuscinetti intercambiabili e il cd-rom con le istruzioni e il software di gestione PerSonoCall, un client molto snello che permette di interfacciare automaticamente la cuffia ai principali software Voice Over Ip (Skipe compreso), nonché alle principali applicazioni di instant messaging.
Piuttosto compatto nelle dimensioni (da chiuso sta comodamente nel palmo di una mano), il Voyager è stato sagomato con un occhio di riguardo per tutta la parte ergonomica; apprezzabile in questo senso l’ottima flessibilità dell’elemento di sostegno in gomma nonché quella dello snodo del microfono che può essere girato di oltre 180°. Tre, in tutto, i pulsanti a disposizione: uno per la regolazione del volume, uno per il controllo delle chiamate e uno per l’accensione e le funzioni di disattivazione del microfono. Quest’ultimo è forse uno dei pochi elementi migliorabili, per via delle dimensioni eccessivamente ridotte che ne penalizzano l’utilizzo.
La prova è stata effettuata utilizzando un telefono Nokia N-Gage Qd e un notebook Asus con Sistema Operativo Windows Xp. Come programma per le chiamate Internet abbiamo scelto Skype, nella versione Beta 2.6.0.81. Per l’allacciamento con il telefonino si sfrutta una normale prassi di pairing, inserendo il numero di codice Bluetooth predefinito sul cellulare. Naturalmente è consigliabile selezionare l’auricolare come dispositivo autorizzato in modo che, a una successiva accensione, il telefonino risulti già automaticamente connesso. Ancor più semplice è l’accoppiamento con il pc. In questo caso è sufficiente infatti inserire il modulo Bluetooth plug and play nella porta Usb del computer e il gioco è fatto.
Ma l’aspetto più interessante dell’headset Plantronics risiede probabilmente nella possibilità di utilizzare indistintamente l’auricolare sia per le chiamate via cellulare sia per quelle da pc. In pratica, le chiamate da ambedue le sorgenti possono essere effettuate senza dover cambiare in alcun modo la configurazione. Ma cosa succede in caso di sovrapposizione? Plantronics ha pensato anche a questo innestando un sistema che permette la commutazione delle chiamate da un supporto all’altro. Se per esempio sopraggiunge una telefonata sul cellulare mentre si sta utilizzando l’auricolare per una chiamata Voip su Skype, è possibile cambiare al volo il “canale” di ascolto, semplicemente cliccando sul tasto di controllo chiamata.
Sotto il profilo operativo, l’auricolare vanta una definizione audio decisamente sopra la media; la qualità delle chiamate è impeccabile, sia in entrata che in uscita, e anche a volume sostenuto non si avvertono distorsioni. Quanto alla profondità di campo, il Voyager da’ il meglio di sé nei primi 5 metri dalla sorgente Bluetooth; il livello delle comunicazioni si mantiene comunque accettabile fino a 8-9 metri di distanza. Fra le funzionalità accessorie registriamo la possibilità di effettuare il re-call dell’ultimo numero, di rifiutare una telefonata entrante, la chiamata vocale e una feature per il passaggio “in corsa” delle chiamate da auricolare a telefono.
Uno sguardo per finire alla batteria. La casa garantisce un’autonomia di 6 ore in conversazione, e fino a 100 ore in standby; nelle condizioni di utilizzo misto previste dal test, l’auricolare si è spento dopo quasi quattro giorni di operatività ininterrotta. Il tempo per una ricarica completa è di circa 3 ore.
Conclusioni
La praticità è forse la dote migliore di questo nuovo auricolare Plantronics. In questo senso la presenza di un modulo plug & play da collegare alla porta Usb del pc rappresenta un ottimo espediente per snellire l’allacciamento senza l’installazione di specifici software. In termini di prestazioni convince la qualità audio delle chiamate e soprattutto il sistema di commutazione dell’apparecchio che permette di passare agevolmente da una sorgente all’altra in modo automatico.
Positivo anche il responso anche per ciò che riguarda dotazione (ben tre cuscinetti a disposizione) e autonomia della batteria. Il prezzo può apparire un po’ elevato, ma - considerate le prestazioni - ci appare tutto sommato giustificato.
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