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Gothic 3

Scritto da Roberto Buonanno

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Giochi
Genere:RPG
Piattaforma: PC
Sviluppatore:Piranha Bytes
Distributore: Kockmedia
Valutazione: 8 / 10

Chi come me ha giocato i primi due capitoli della saga Gothic, aspettava con grande ansia il terzo episodio. Per chi non lo sapesse, Gothic è un gioco di ruolo per computer molto particolare, con grande enfasi sulla crescita delle abilità del personaggio e un ampio mondo da esplorare in grande libertà. Diversamente da altri GDR e sulla falsariga della serie The Elder Scrolls (vedi Oblivion, Diserta il tuo Ego e immergiti in Oblivion!), in Gothic il giocatore viene introdotto alla trama principale, ma una volta entrato in controllo del proprio alter ego virtuale può fare più o meno quello che gli pare. Altra caratteristica molto interessante di Gothic è, fin dal primo episodio, la possibilità di scegliere una fazione, che influenza pesantemente le sorti della trama e offre lo spunto per rigiocare da capo. La storia della saga Gothic è stata pesantemente influenzata dal fatto che gli sviluppatori, Piranha Bytes, sono tedeschi. I primi due episodi, completamente in idioma germanico, hanno impiegato mesi prima di essere tradotti in inglese e poi in altre lingue. I primi Gothic sono quindi arrivati sugli scaffali con un certo ritardo, che li faceva sembrare leggermente indietro in termini tecnici rispetto ad altri giochi loro contemporanei.


Trama

In Gothic interpretiamo un personaggio senza nome che per semplicità chiamerò Mario Lo Sfigato.
Nel primo episodio viene imprigionato in una colonia penale, isolata dal resto del mondo civile da una barriera magica. Al termine di una bella storia il nostro Mario si ritrova finalmente libero ma, guarda caso, perde tutti i poteri e le abilità guadagnate nel capitolo precedente.
All’inizio di Gothic 2, Mario è quindi ancora uno sfigato che le prende da una mosca: dopo la solita sfilza di peripezie, in un mondo grande più del doppio rispetto a quello del primo capitolo, indovinate che succede a Mario?
Diventato l’eroe dell’isola di Khorinis torna nel continente principale, Myrtana, e si ritrova ancora del primo livello.
Il boom del divertimento Con il terrore costante che anche questo ennesimo sforzo potrebbe essere inutile, Mario lo Sfigato si appresta a prendere parte a una battaglia che coinvolge un intero continente.
Chi vincerà?
Non lui di certo.
L’avventura di Gothic 3 si apre, in pieno stile Piranha Bytes, con un brutto filmato, realizzato in una computer grafica di terza categoria e che pecca perfino dal punto di vista della sceneggiatura e della compressione. Difficile immaginare un biglietto da visita peggiore!
Appena entrati nel mondo di gioco si viene gettati in una bella scazzottata con degli orchi.
Mario scopre presto che, mentre si dava da fare su Khorinis, quasi tutte le città di Myrtana sono state invase dagli orchi.
Non solo: la magia, così come la si conosceva, non funziona più e tutti i fattucchieri sono costretti a imparare da zero un nuovo tipo di stregonerie, la cosiddetta Magia Antica.
Fin dalle prime scene del gioco Mario deve decidere con chi schierarsi, ovvero con gli orchi o con i ribelli.
La scelta della fazione da supportare sarà il leit motiv di tutto il gioco e si complicherà ulteriormente quando si entrerà in contatto con gli Hashishin e gli uomini del Nordmar.
Una cosa è certa: una volta presa confidenza con le novità del gioco, gli appassionati si troveranno nuovamente immersi in un mondo fantastico.

Ambientazione, grafica e tecnica

La mappa di gioco è molto ampia, immensa se confrontata a quella di Gothic 2 e paragonabile a quella di Oblivion, miglio più, miglio meno.
La parte centrale del continente di Myrtana, caratterizzata da una clima temperato e da un ambiente verdeggiante, è dominata dagli orchi, tanto terribili quanto stupidi.
A settentrione i più classici dei vichinghi regnano sulle terre ghiacciate di Nordmar.
Varant, a sud, è una terra inospitale e desertica sotto il controllo degli Hashishin, guerrieri che ricordano i tuareg nord africani.
Da sempre il mondo dei giochi di ruolo si ispira a figure leggendarie del Medioevo europeo, fa piacere una volta tanto vedere citati protagonisti di storie e leggende di altre terre.
Per un approfondimento sugli ashshashin invito a consultare Wikipedia, purtroppo questa voce è presente solo in inglese.

La realizzazione grafica degli ambienti è quasi sempre di buon livello, ma con sporadiche cadute di tono che lasciano un po’ di amaro in bocca.
Capita, non troppo raramente, di trovare texture applicate malamente e gravi imperfezioni.
I modelli 3D di personaggi e mostri sono approssimativi, a partire da quello di Mario, e interagiscono malamente con lo sfondo.
La fisica, nonostante il logo “physix by Ageia” stampigliato sulla confezione, è inesistente.
Ho montato una scheda Ageia sul computer ma non è stata nemmeno riconosciuta dal gioco, in attesa di una non meglio precisata patch.
Il gioco è decisamente statico rispetto a Oblivion, con anzi diverse imprecisioni, a partire dal volo delle frecce fino a salti e acrobazie del protagonista del gioco.
La tanto vantata ” migliore intelligenza artificiale mai creata” è a sua volta carente. Le routine comportamentali dei personaggi non hanno niente a che vedere con il livello di complessità di Oblivion.

In poche parole, se la grafica e la tecnica di Oblivion valgono 10, quelle di Gothic 3 si limitano a una sufficienza.
L’approssimazione e la fretta con cui questo gioco è stato lanciato sugli scaffali sono dimostrate da due fatti: il giorno di uscita c’era già da scaricare una patch da 62 MB; JoWood non si è immaginata neanche lontanamente di portare il gioco su console al momento del lancio.
La grafica non di livello eccelso porta però un vantaggio: le pretese in termini di sistema di Gothic 3 sono inferiori rispetto a quelle di Oblivion e si riesce a giocare tranquillamente con un buon processore e una ATI X1800 GTO, Nvidia Geforce 7600 o superiori.
Fortunatamente, anche in questo terzo capitolo, giocabilità, trama e coinvolgimento fanno chiudere non uno, ma due occhi sui difetti tecnici del titolo di Piranha Bytes.


Gameplay, difficoltà e longevità

Il modello di gioco di Gothic ha l’indubbio merito di essere un “marchio di fabbrica”.
Si tratta infatti di un tipo di gioco difficilmente riconducibile ad altri. Si gioca in terza persona, come Tomb Raider per intenderci, sebbene salti e acrobazie giochino un ruolo secondario.
Il personaggio affronta numerosi combattimenti che, come in Oblivion e altri GDR del genere, si svolgono in tempo reale.
L’esplorazione del mondo è completamente libera, ovvero fin dal principio, come in Oblivion e nei precedenti episodi di Gothic, puoi andare dove ti pare.
La crescita del personaggio usa il sistema classico dei livelli.
Ogni tot punti esperienza, che si guadagnano menando mostri e personaggi e, soprattutto, terminando missioni, si aumenta di livello e si immagazzinano 10 punti crescita da spendere.
Con questi si possono acquistare punti ferita, forza, destrezza (qui misteriosamente chiamata “Caccia”) e altro ancora.

Lo sviluppo del personaggio è indubbiamente il migliore visto nei tre capitoli, con la massima libertà per il giocatore che può decidere se diventare mago, guerriero, arciere, ladro o un tuttofare.
Anche dal punto di vista della trama in questo terzo episodio le variabili e le cose da fare sono tantissime.
Con una certa saggezza i ragazzi di Piranha Bytes hanno inoltre calibrato un livello di difficoltà decisamente azzeccato.
La vita per Mario è un rischio continuo: anche quando si supera il trentesimo livello basta una distrazione per essere infiocinati da un mostriciattolo da quattro soldi.
Amanti della vita facile, guai per voi: morire è una costante per Mario. Aspettatevi un gioco tosto, e tanti, tanti caricamenti dell’ultima posizione.

I combattimenti di per sé sarebbero anche facili - basta mulinellare la spada con l’attacco veloce in continuazione - ma purtroppo la difficoltà è aumentata ulteriormente da un sistema di controllo non perfetto e lento e, spesso, si muore solo perché non si riesce a reagire per tempo.
La cosa più inquietante del gioco è che una qualsiasi bestia feroce è in grado di abbattere maghi e guerrieri leggendari. Un aneddoto: per il sottoscritto è stato più facile - esperienza personale - uccidere due draghi che dare scacco a un branco di cinghiali. Se i draghi non si fossero incastrati nella grafica mentre li infilzavo con centinaia di frecce forse le cose sarebbero cambiate, chissà.

Conclusioni: nonostante tutto, un giocone

Criticare Gothic 3 è decisamente facile.
Basta farci girare affianco Oblivion per seppellirlo dal punto di vista tecnico. La grafica, la fisica e l’intelligenza artificiale sono infatti decisamente indietro rispetto al titolo di Bethesda.
Tra gli altri difetti, una svalutazione del tiro con l’arco e qualche traduzione errata di troppo nella versione italiana.

La vera forza dei titoli di Piranha Bytes è, e rimane, la giocabilità.
Gothic 3 è ancora più coinvolgente dei primi due capitoli della saga e presto si dimentica ogni difetto per immergersi in un mondo di gioco immenso.
KochMedia inoltre ha lanciato il gioco a un prezzo vantaggioso, inferiore ai quaranta euro.
Consiglio vivamente l’acquisto a tutti gli appassionati di GDR, che però siano pronti ad affrontare un gioco difficile ma che, proprio per questo, tiene sempre il giocatore sul filo del rasoio e non lascia mai il tempo di rilassarsi.

Chi vuole sentirsi un superman fantasy e preferisce la vita facile, ne stia alla larga.
Chi ha già apprezzato Oblivion dovrebbe giocare Gothic 3 per gustare l’altra faccia della medaglia dei GDR. Il primo è un titolo sofisticato, avanzatissimo ma forse meno soddisfacente nello sviluppo del personaggio.
Gothic invece da sempre esalta il giocatore e porta a una bramosia di power play veramente senza eguali.



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