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Telefonia: due arbitri per la guerra sul fisso Telecom-Vodafone

Scritto da Giulio Boresa

Continua la guerra sul numero fisso di Vodafone Casa. Ancora non si sa se il servizio arriverà quando Vodafone vorrebbe, cioè a metà dicembre; però si apprende che si sono presi cura del caso ben due arbitri di grosso calibro: l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) e il Ministro delle Comunicazioni Gentiloni.

Telefonia È una conferma del fatto che questa contesa è considerata cruciale, per il mercato, dalle istituzioni di settore. Il Ministro ha aperto un’istruttoria che potrebbe chiudersi già la prossima settimana. È stata la stessa Agcom a richiedere l’intervento del Ministero, per ricevere un parere tecnico decisivo. Agcom vuole sapere dal Ministero se il nuovo servizio richiede un’autorizzazione ad hoc o se può ricadere nella regolamentazione già esistente.

I due contendenti hanno portato al Ministero le proprie argomentazioni sotto forma di dossier. Telecom dice che la commercializzazione del numero fisso Vodafone va sospesa a tutela dei consumatori. Tra l’altro, Telecom fa notare che il servizio viola le regole perché permette soltanto di ricevere e non di fare chiamate dal numero fisso. Se a Vodafone sarà dato via libera, inoltre, Telecom si aspetta di essere sollevata da alcuni obblighi regolamentari nei confronti dei concorrenti.

Il contesto del mercato, infatti, muterebbe in modo significativo, secondo Telecom, dopo l’ingresso di Vodafone nei servizi di rete fissa. Vodafone difende la propria offerta in nome della neutralità tecnologica; cioè il principio secondo il quale un servizio deve essere offerto agli utenti e regolato a prescindere dalla tecnologia usata (rete fissa o mobile poco importa).
Vodafone aggiunge che questo servizio è la prima vera alternativa al monopolio del canone di accesso. Dichiarazione pretenziosa, in realtà, visto che già ci sono numerose alternative a Telecom, in unbundling o su Adsl nuda con il Voip. Tutte offerte che, al pari di Vodafone Casa, hanno un canone fisso.

Voci di corridoio dicono che Agcom sarebbe orientata ad autorizzare in via sperimentale il numero fisso Vodafone (come ha fatto con Unico di Telecom), chiedendo in cambio più disponibilità ad aprirsi ad accordi per l’arrivo di operatori mobili virtuali. In questo modo, sarebbe favorita la concorrenza nell’ambito delle offerte fisso-mobili convergenti, adesso ostacolata in Italia appunto per l’assenza degli operatori virtuali.

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