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L’hi tech migliora la vita degli italiani, parola di Accenture

Di casa digitale se ne parla da anni, periodicamente assistiamo alle demo del vendor di turno che arreda l’ambiente domestico con le ultime novità in fatto di apparecchi digitali ma in fondo in fondo non sono poi così tanti (e chi vi scrive fa parte di questa categoria) coloro che vivono in simbiosi o quasi con l’alta tecnologia.

Per approfondire Eppure pare che agli italiani l’hi tech piaccia, ne faccia uso e di questa “risorsa” ne abbia una percezione non troppo dissimile da quella dei consumatori che viono nei Paesi tecnologicamente più evoluti.

Dove sia riposto l’interesse dei consumatori italiani lo dice uno studio di Accenture, nota società di consulenza aziendale in ambito Ict che ha intervistato 10 mila consumatori, di cui 835 nel Belpaese, in nove fra i Paesi più sviluppati per capire quanto siano effettivamente profumate di digitale le mura domestiche.

Queste le preferenze raccolte: sistemi in grado di monitorare la sicurezza in casa e la salute, citati rispettivamente dal 74% e dal 71% degli intervistati, prodotti e soluzioni per lavorare da casa (62%), programmi di formazione fruibili dal televisore o dal pc (47%), strumenti per l’accesso a foto e video tramite qualunque dispositivo (45%) e infine prodotti e servizi di vario genere per scaricare e guardare film e altri contenuti video sul proprio televisore (43%).

Complessità no grazie. Scorrendo i dati della ricerca abbiamo notato come la maggioranza dei consumatori italiani (il 77% per la precisione) sia addirittura convinto che la tecnologia abbia semplificato la propria vita e l’abbia resa anche più divertente (71%). Un intervistato su tre, però, dichiara però di sentirsi frustrato dalla complessità dei gadget hi-tech e di preferire l’acquisto di prodotti (o servizi) monofunzione, dediti cioè a svolgere una sola attività.

Costa poco ed è in garanzia? Più si spende meno si spende non è uno slogan che sembra piacere agli appassionati di tecnologia; il 67% degli italiani, infatti, vede nel prezzo uno dei primi tre fattori di scelta considerati, seguito da caratteristiche/funzionalità e supporto al cliente. Tanti sono però coloro che sarebbero disposti a investire qualche euro in più per avere maggiori e migliori servizi di assistenza tecnica (riguarda il 74% del campione esaminato) o dai centri specializzati o direttamente a casa; tre utenti su quattro hanno addirittura assicurato che l’ottenere un buon livello di assistenza è un forte stimolo per riacquistare dalla stessa azienda in futuro.

Vendor chi? L’indagine di Accenture ristretta allo spaccato italiano ha infine messo in evidenza come le difficoltà riscontrate nell’uso dei prodotti e dei servizi hi tech sia oggi uno dei principali motivi di insoddisfazione nei confronti delle tecnologie digitali. Oltre metà (il 56% per l’esattezza) di coloro che si dichiarano scontenti della qualità dell’assistenza imputa tale colpa alla scarsa competenza degli addetti a questo servizio mentre la maggior parte (l‘83% del campione) preferisce non rivolgersi al produttore per chiedere aiuto e i due terzi (il 66%) ritiene tale operazione solo una perdita di tempo.

Siamo proprio sicuri che il rapporto degli italiani con la tecnologia sia poi così entusiasmante come potrebbe sembrare?

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