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Wii, la console Next Generation di Nintendo

Scritto da Tom's hardware-Console Network & THG

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Here we go!

Ormai disponibile negli Stati Uniti dal 19 novembre scorso, Wii è finalmente giunto anche nelle nostre mani, completando così il quadro della next generation.
Indipendentemente dall’arrivo di PlayStation 3, non abbiamo resistito alla forte tentazione di accollarci un secondo ingente investimento, anche in prospettiva dell’imminente arrivo della versione europea di Wii (l‘8 dicembre 2006, per essere precisi).
Inutile negare che la curiosità è tanta, soprattutto per comprendere più da vicino la reale scommessa di Nintendo, traducibile nel suo secondo passo verso l’ampliamento dell’utenza (età e sesso) nel mercato dei videogiochi (un primo tentativo, riuscito, risponde al nome di Nintendo DS).

Il boom del divertimentoIn questo articolo cercheremo di riassumere molto brevemente le nostre prime impressioni relative alla neonata di casa Nintendo, analizzando inizialmente la sua confezione multifunzionale per poi terminare la nostra escursione nello shop online.


Un Apple in casa Nintendo?

La particolarità del piccolo box bianco che racchiude il tutto, oltre alla sua leggerezza e alla quasi totale assenza di scritte, è la sua suddivisione in due blocchi ben distinti.
Il primo è prettamente relativo agli accessori, vale a dire il Wiimote e le sue due pile AA, il Nunchuk, la barra per la rivelazione dei movimenti ed il suo stand.
Il secondo, invece, racchiude il Wii, il cavo di alimentazione esterno e l’oramai consueto e (odiato) cavo composito.

Wii Sports, racchiuso in una confezione cartonata, è direttamente inserito nell’imponente blocco dei manuali di istruzioni, disponibili come sempre in tre lingue differenti (Inglese, Francese e Spagnolo). Come avevamo potuto constatare in più occasioni, il design della console è innegabilmente favoloso; oltre a vantare delle dimensioni piuttosto ridotte (4.5 x 15 x 20 cm) ed un peso pressoché utopico (1,2 kg contro i 5 kg di PS3.), Wii ha la capacità di adattarsi a qualsiasi tipologia di ambiente, grazie al suo stile moderno ma non eccessivamente vistoso.

Il led blu che impreziosisce la fessura per l’inserimento dei dischi ed il supporto argentato per reggere il sistema in verticale incarnano il perfetto modello delle recenti ambizioni di Nintendo, caratterizzate da un’immagine più matura dei suoi prodotti (come il DS Lite), totalmente distaccata dall’ideologia “infantile” che ha accomunato il marchio nipponico alle sue quattro precedenti console casalinghe (per entrare maggiormente in quest’ottica, già intrapresa da Apple negli ultimi anni, è sufficiente ripensare alla sobrietà del GameCube e alla sua colorazione violacea…).


Specifiche tecniche

Analizzando l’hardware delle tre console di nuova generazione, Wii è sicuramente la meno potente, e non solo in termini di prestazioni grafiche. Nato dall’architettura GameCube, il nuovo sistema Nintendo nasconde sotto le sue ridotte spoglie una PowerPC CPU (nome in codice “Broadway”) da 729 MHz, realizzata con un processo SOI CMOS da 90 nm in collaborazione con IBM. La GPU Hollywood, di etichettatura ATi, come il GC, lavora a 243 MHz.

La memoria RAM principale si attesta sugli 88 MB, suddivisi in 24 MB di 1T-SRAM e in 64 MB di GDDR3 RAM. Il lettore ottico interno permette unicamente il riconoscimento dei giochi (niente film quindi), rigorosamente in formato DVD da 12 centimetri (singolo o doppio strato), o eventualmente dei Mini DVD per GameCube da 8 centimetri: tant’è vero che la console offre quattro entrate per collegare i pad del precedente sistema Nintendo e due slot per le relative Memory Card.

Per i salvataggi dei giochi Wii o per conservare i titoli Virtual Console, il sistema si appoggia ai suoi 512 MB integrati o allo slot per l’inserimento delle SD Card (con le quali, ad esempio, è possibile visualizzare a schermo le proprie fotografie).
Per collegare alla rete la console, invece, è sufficiente sfruttare un access point Wi-Fi o integrare a una delle due porte USB 2.0 l’adattatore Ethernet opzionale.

Da notare che Wii, una volta spento, può entrare in modalità stand-by, in modo da lasciare sempre connesso l’utente ad internet grazie al servizio WiiConnect24.
Per quanto riguarda i segnali video, a differenza delle sue concorrenti dirette, la console Nintendo non supporta l’alta definizione, seppur sia possibile collegarla con un cavo component a risoluzione di 480p.



Innovazioni nel gameplay

Il piatto forte di Wii risiede indubbiamente nel suo pad.
Il Wiimote, questo il suo nome, colpisce principalmente per la sua forma, simile a quella di un qualsiasi telecomando.
La sua peculiarità è la capacità di riprodurre un’ampia tipologia di movimenti, aprendo le porte ad un’infinità di gameplay innovativi.
Rigorosamente senza filo e piuttosto leggero (136 grammi con pile, contro i 138 del Sixaxis e 280 grammi del pad 360), è dotato di otto bottoni ed una classica croce direzionale.

Partendo dall’alto, troviamo a sinistra il tasto Power per accendere o spegnere la console, subito sotto il già citato D-pad ed il tasto A, più grande rispetto agli altri e privo di colorazione.
A metà controller sono disposti orizzontalmente tre bottoncini, uno per tornare nel menu della console (Home) e gli altri due (- / +) per regolare la sensibilità del puntatore o navigare nei menu.
Poco più in basso è disposto lo speaker che riproduce alcuni effetti audio (ad esempio in Red Steel è possibile udire il reload delle armi da fuoco), mentre prima dei led che qualificano la periferica (da 1 a 4) sono posizionati verticalmente i tasti 1 e 2, da sfruttare nei giochi che richiedono un’impugnatura orizzontale.
Per terminare, sul retro è incastonato un grilletto che funge da semplice bottone.


Estensioni di gioco

Come più volte mostrato da Nintendo, il Wiimote offre uno slot di collegamento per ulteriori periferiche da utilizzare in modalità combo.
Il più noto è senza dubbio il Nunchuk, già incluso nella confezione ma venduto anche separatamente nel caso dell’eventuale acquisto di un altro Wiimote.
Questa estensione (con filo) dall’ergonomia perfetta è a sua volta munita di un interprete di movimenti e per il suo sfruttamento sono inoltre disponibili uno stick analogico e due tasti posteriori (C e Z).


Wiimote e Nunchuck

Altro pad collegabile al Wiimote è il Classic Controller, ideato per miscelare al meglio i differenti elementi di gameplay dei classici titoli per Nes, Super Nintendo e Nintendo 64, scaricabili dalla Virtual Console.
Nel design, questa periferica ricorda molto da vicino il joypad del Super Nes, con ovviamente una moltitudine di tasti e funzioni aggiuntive.
Sulla parte frontale spiccano i due stick analogici centrali, simil Dual Shock / Sixaxis, una croce direzionale, quattro tasti per giocatore ed i tre bottoncini già disponibili sul Wiimote.
Per quanto riguarda i tasti dorsali, invece, se ne contano ben cinque, uno in fila all’altro.


Power On

Acceso per la prima volta attraverso il tasto Power, il sistema necessita un’ovvia sincronizzazione con il proprio Wiimote.
La procedura funziona come su Xbox 360, ovvero, basta premere il tasto sync della console (nascosto da uno sportellino) e successivamente quello del pad (disposto al fianco delle pile).
Inutile affermare che, come PS3, anche la console Nintendo praticamente non emette il ben che minimo rumore, a parte un brevissimo assestamento della lente ottica, dimostrandosi silenziosissima in ogni circostanza.

La dashboard di gioco è davvero particolare: suddivisa in quattro schermate, a loro volta frammentate in dodici blocchi l’una, ed arricchita da una melodia in stile New Age, offre una navigazione rapida ed efficace, agevolata dagli spostamenti eseguibili puntando semplicemente il Wiimote verso lo schermo.
Nel menù (aggiornato alla versione 2.0U) per la regolazione delle impostazioni del sistema sono accessibili ben dodici voci differenti: il nome della console, la data, la calibrazione dello schermo, la tipologia di audio, il controllo dell’età sui contenuti, la sensibilità del puntamento, le impostazioni di internet, l’attivazione del servizio WiiConnect 24, la lingua, la nazione, l’aggiornamento del sistema (automatico in caso di firmware nuovi) e la formattazione delle memoria interna.

Tornando alla schermata iniziale, allo stato attuale sono visibili sei blocchi, due dei quali ancora inattivi.
Il primo riguarda i DVD di gioco, il secondo permette di creare i propri Mii (avatar personalizzabili nell’aspetto che saranno integrati in alcuni giochi), il terzo di amministrare le proprie fotografie, il quarto di entrare nel canale Shop, mentre gli ultimi (Forecast Channel e News Channel, rispettivamente le previsioni del tempo ed il servizio di news) non sono ancora testabili.
I rimanenti 42, invece, potranno essere colmati con giochi Virtual Console o altre novità che Nintendo proporrà in futuro.
Infine, è importante sottolineare un menu secondario per inviare e-mail ad altri utenti Wii (codice amico obbligatorio, come su DS) o addirittura a veri e propri indirizzi di posta elettronica.


Shopping

Lo shop di Nintendo è la risposta al PlayStation Store di PS3 e all’ormai rodato Marketplace di Xbox 360.
Non proprio velocissimo nella navigazione, questo negozio virtuale permette di creare il proprio account per l’acquisto dei giochi Virtual Console o di eventuali servizi a pagamento.
Il proprio conto è correlato direttamente alla registrazione sul sito Nintendo.com ed è compatibile con due forme di pagamento: le schede pre-pagate di Nintendo o la carta di credito.
Attualmente sono solo disponibili dei classici da scaricare, ma già a partire dai prossimi mesi saranno integrati nuovi servizi, come il Wii Channels per la navigazione in rete.
Nell’insieme, questo primo approccio allo shopping in rete del produttore nipponico è apprezzabile, seppur viziato dall’assenza di un hard disk, utilissimo per immagazzinare dati spaziosi, come demo o filmati.

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