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Prova giochi, “Lost Planet: Extreme Conditions”

Scritto da Giuliano Mannini

Lost Planet: Extreme Conditions - Credits: Capcom
Lost Planet: Extreme Conditions” è uno sparatutto in terza persona disegnato su misura per l’Xbox 360 e che ha il merito di torchiare a dovere la console Microsoft, soprattutto dal punto di vista grafico.

Il boom del divertimento L’ambientazione invernale del resto è molto suggestiva e il personaggio principale si trova spesso ad attraversare immense distese di neve candida verso spettrali insediamenti fatti di costruzioni diroccate e carcasse di automobili.
Tra orrendi mostri e agguerriti esseri umani si procede in un continuo avanzare verso nuovi obbiettivi. Fermarsi è infatti impossibile: senza assorbire regolarmente l’energia prodotta dagli ostili alieni (per ottenerla bisogna ucciderli) si muore assiderati in pochi minuti.

Il gameplay, in effetti, non è il punto forte del gioco e dopo i primi entusiasmanti livelli (e migliaia di nemici uccisi), qualcuno potrebbe sentire una pressante esigenza di novità. E c’è di più: causa una intelligenza artificiale non eccelsa, gli avversari si trasformano a volte in sagome da luna park da bersagliare a piacimento.

In ogni caso, la presenza di una buona varietà di esoscheletri rompe la monotonia e rende il tutto più piacevole: sentirsi super corazzati e super armati può essere una bella sensazione, soprattuto quando ci si trova al cospetto di mostri alti come palazzi a sei piani. In questi momenti “Lost Planet” mostra tutto il proprio potenziale e, tra grafica eccellente e potenza di fuoco impressionante, riesce a coinvolgere e divertire fino in fondo.

Voto: 8



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