Cellulari: aboliti i costi di ricarica, tra le polemiche
Telecom Italia e 3 tra i buoni, Wind tra i cattivi e Vodafone in una via di mezzo. Banalizzando, all’occhio del consumatore indispettito, sembra questa la situazione per quanto riguarda i costi di ricarica. Il Decreto Bersani fissa che siano aboliti per il 5 marzo, ma ormai tutti gli operatori hanno svelato le proprie carte. Con una certa differenza di strategie.Tariffe telefonini Telecom Italia e 3 hanno annunciato che aboliranno i costi di ricarica senza cambiare i listini. Senza sovrapprezzi sulle chiamate, quindi. 3 è il solo ad anticipare la mossa: già da oggi; mentre Telecom aspetterà la mezzanotte del 4 marzo. “Tutte le ricariche - dichiara 3 - sia lato standard che lato power, erogheranno un credito senza scadenza pari all’importo speso per l’acquisto della ricarica”. In più, ai nuovi clienti e fino al 30 aprile, a fronte di una ricarica da 20 euro 3, da oggi, dà 30 euro in traffico.
Wind invece abolirà i costi di ricarica solo agli utenti dei tre nuovi piani tariffari che arriveranno dal 4 marzo. I vecchi clienti continueranno, come ora, a pagare la ricarica sui tagli inferiori a 50 euro. Possono passare gratis ai nuovi piani, però, e ad oggi sembra il solo modo per smettere di pagare i costi di ricarica, con Wind (per chi non vuole fare sempre ricariche da 50 euro). I tre piani sono Wind 12 (12 cent al minuto, scatto alla risposta da 16 cent), Senza Scatto New (24 cent al minuto) e Wind 5 New (6 cent al minuto, scatto alla risposta da 16,8 cent, 6 euro al mese). Solo il secondo piano ha tariffa al secondo; gli altri vanno a scatti di 30 secondi. Sono certo piani più cari rispetto a quelli attuali, per lo scatto alla risposta o per il prezzo al minuto; chi ricarica poco spesso e/o con tagli oltre i 50 euro non dovrebbe cambiare tariffa. Wind dice che, secondo i propri consulenti legali, così facendo interpreta correttamente la delibera.
È chiaro che Wind ha raggiunto da poco l’utile netto, in bilancio, e vuole tenerselo stretto, anche a costo di scontentare i propri clienti e rischiare un fuggi fuggi alla concorrenza. Ed è un rischio molto concreto, poiché Wind è il solo operatore ad avere reagito così al decreto. Per lo stesso motivo, è anche possibile che l’Autorità Garante delle Comunicazioni faccia in delibera un’interpretazione più stringente del decreto, costringendo Wind a eliminare davvero i costi di ricarica. Potrebbe essere l’inizio di una battaglia (Wind ha comunque la facoltà di appellarsi al Tar) che non farebbe bene né agli utenti né alla stessa Wind.
Vodafone invece ha abolito a tutti i clienti i costi di ricarica, ma ha fatto piazza pulita dei vecchi piani, sostituendolo con altri un po’ più cari. Spicca uno scatto da 19 centesimi. In sostanza i vecchi utenti Vodafone sono fortunati: niente rincari e niente costi di ricarica. I nuovi invece saranno costretti a scegliere uno dei nuovi piani. Anche Vodafone rischia: di frenare l’arrivo di nuovi utenti. Ma ha deciso così prima che Telecom e 3 svelassero le proprie mosse, quindi è ancora possibile che ci ripensi.
Il decreto Bersani non solo abolisce i costi di ricarica, ma anche obbliga gli operatori a non dare una scadenza alle sim e al traffico acquistato; inoltre sancisce che, in caso di number portability, l’utente non debba più perdere il proprio credito residuo. La prima novità sembra sarà recepita da tutti gli operatori (ma solo 3 l’ha annunciato a chiare lettere, per ora). Sulla seconda, gli intenti degli operatori sono meno chiari. Per ora, Vodafone si è attirata le accuse del Movimento a Difesa del Cittadino perché ha annunciato che toglierà 8 euro dal credito di chi l’abbandona (per le spese). E la richiesta per passare a un altro operatore dovrà essere fatta via raccomandata.





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