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Ricariche cellulari: Wind cede. Nuova vittoria dei consumatori

Scritto da Giulio Boresa

La lettera dell’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) ha funzionato come un buon deterrente: Wind ha deciso di estendere l’abolizione dei costi di ricarica anche ai vecchi clienti. In precedenza, aveva annunciato di volerli abolire solo ai nuovi, ai quali però si applicavano piani tariffari maggiorati. Wind sosteneva che questa era un’interpretazione corretta del decreto Bersani.

Tariffe telefonini Il Ministro ha ribadito ieri però che “la norma non può che essere riferita a tutti i clienti attuali secondo i loro piani tariffari”. E che “subordinare l’eliminazione del costo fisso al passaggio ad un nuovo profilo tariffario per coloro che acquistano carte prepagate al di sotto di 50 euro (come aveva deciso Wind, Ndr.) non sia in linea con la volontà del legislatore”.

“In relazione all’art. 1 comma 1 del d.l. n. 7/2007 - scrive quindi Wind in una nota - Wind informa che, a seguito delle comunicazioni trasmesse dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’Autorità delle Comunicazioni, rispettivamente in data 2 e 5 marzo 2007, non applicherà i contributi di ricarica ai contratti in essere alla data del 4 marzo 2007”. Wind ne approfitta per lamentarsi, comunque, notando che “questo provvedimento non potrà non avere impatti negativi sugli assetti concorrenziali del settore”.

In sostanza, adesso Wind si allinea con Vodafone: nuovi piani, rincarati, ma costi di ricarica aboliti per tutti gli utenti. Mossa inevitabile e prevedibile, del resto: Wind era isolata in questa decisione di battagliare con il decreto Bersani. Telecom Italia e 3 l’hanno invece recepito alla lettera. Sarebbe stata una guerra in cui Wind aveva tutto da perdere: clienti, immagine, il favore di Agcom. La quale, del resto, aveva tutto l’interesse di fare valere la propria autorità monitorando con severità il modo con cui gli operatori avrebbero recepito il decreto. Già ha rischiato una crisi di autorevolezza per il fatto di essere scavalcata dal Ministero nella lotta ai costi di ricarica. La Commissione Europea, in effetti, proprio nei giorni scorsi ha notato preoccupata questa ingerenza del Ministero nel ruolo di Agcom. Che quindi non si poteva permettere ulteriori cedimenti.

Non è finita: la richiesta di chiarimento di Agcom riguardava anche la decisione di Vodafone di applicare 8 euro di tassa (sul credito residuo) a chi l’abbandona in favore di un altro operatore. Vodafone dice che serve a coprire parzialmente le spese di gestione del cliente. Il dibattito non è però ancora appianato e Vodafone si è già attirata le critiche di Altroconsumo.

Adiconsum invece guarda già avanti: “Una battaglia vinta sulle ricariche, ma resta non risolto il problema della comparabilità fra le tariffe. La delibera sulla trasparenza dell’Authority è un passo importante, ma non sufficiente”, scrive oggi in una nota. “Il prossimo passo deve essere l’eliminazione dello scatto alla risposta!”, aggiunge.

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