Cellulari: Tim contro lo scatto, la tassa governativa e le ricariche fisse
Sono passate quasi inosservate le tariffe lanciate da Telecom Italia poco dopo il taglio dei costi di ricarica, eppure sono interessanti. Sono basate su una formula che è molto popolare nel Regno Unito, tra gli operatori mobili: dare agli utenti un telefonino (un nuovo modello) a fronte di un canone mensile. Il quale, oltre all’usufrutto del terminale, include molto o poco traffico. Sono le caratteristiche delle offerte Tutto Compreso, disponibili in versione prepagata e in abbonamento.Tariffe telefonini Telecom sembra volere anticipare, con queste tariffe, futuri possibili sviluppi della liberalizzazione: sono infatti tutte senza scatto alla risposta; e il Tutto Compreso in abbonamento è senza tassa di concessione governativa (la paga Tim al posto dell’utente). Com’è noto, il Governo sta meditando adesso sulla possibilità di eliminare lo scatto (come proposto dall’Autorità Garante delle Comunicazioni) e la tassa. Le associazioni dei consumatori caldeggiano entrambi gli interventi, ma al momento quello sullo scatto sembra improbabile.
Notiamo, tuttavia, che i canoni delle tre offerte sono impegnativi- 30, 60 e 90 euro al mese (come quelli di Alice Tutto Incluso). In Tutto Compreso 30 ci sono 250 minuti di chiamate verso tutti i numeri. In Tutto Compreso 60 i minuti diventano 600 e, in più, 600 MByte di mobile Internet e un servizio clienti dedicato.
Con Tutto Compreso 90, i minuti e i MByte sono 900 e in più ci sono altrettanti Sms verso Tim e rete fissa. Telecom da aprile introdurrà un’altra novità post decreto Bersani: le ricariche personalizzate. Non solo non ci sono più costi di ricarica, ma si abilitano tagli flessibili, da 5 a 250 euro, a scaglioni in progressione di un euro. Cioè l’utente potrà ricaricare anche di 5, 6, 7, 8 euro eccetera, fino a 250; ma solo da rivenditori dotati di strumenti informatici (tabaccai, ricevitorie, online.non dal bancomat). È una comodità in più, che sarà apprezzata soprattutto da giovani e da studenti, interessati ai tagli piccoli. Non capiterà più di imbattersi in rivenditori privi del taglio di ricarica cercato.
Si apre la porta a nuovi utilizzi: comprare un giornale in edicola e chiedere che i 2-3 euro di resto vadano in ricarica. Per Tim, è una mossa utile per molti aspetti. Incoraggia l’utente a ricaricare più spesso e quindi, in teoria, a chiamare di più (si riducono le possibilità che le sim siano lasciate a lungo senza credito). Così spera di compensare le perdite derivanti dai tagli ai costi di ricarica.
Un altro vantaggio è che Tim fidelizza, in questo modo, i rivenditori, per i quali le ricariche flessibili sono più facili da vendere rispetto a quelle a tagli fissi.





Ancora nessun commento.