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Cellulari: Tim contro lo scatto, la tassa governativa e le ricariche fisse

Scritto da Giulio Boresa

Sono passate quasi inosservate le tariffe lanciate da Telecom Italia poco dopo il taglio dei costi di ricarica, eppure sono interessanti. Sono basate su una formula che è molto popolare nel Regno Unito, tra gli operatori mobili: dare agli utenti un telefonino (un nuovo modello) a fronte di un canone mensile. Il quale, oltre all’usufrutto del terminale, include molto o poco traffico. Sono le caratteristiche delle offerte Tutto Compreso, disponibili in versione prepagata e in abbonamento.

Tariffe telefonini Telecom sembra volere anticipare, con queste tariffe, futuri possibili sviluppi della liberalizzazione: sono infatti tutte senza scatto alla risposta; e il Tutto Compreso in abbonamento è senza tassa di concessione governativa (la paga Tim al posto dell’utente). Com’è noto, il Governo sta meditando adesso sulla possibilità di eliminare lo scatto (come proposto dall’Autorità Garante delle Comunicazioni) e la tassa. Le associazioni dei consumatori caldeggiano entrambi gli interventi, ma al momento quello sullo scatto sembra improbabile.

Notiamo, tuttavia, che i canoni delle tre offerte sono impegnativi- 30, 60 e 90 euro al mese (come quelli di Alice Tutto Incluso). In Tutto Compreso 30 ci sono 250 minuti di chiamate verso tutti i numeri. In Tutto Compreso 60 i minuti diventano 600 e, in più, 600 MByte di mobile Internet e un servizio clienti dedicato.

Con Tutto Compreso 90, i minuti e i MByte sono 900 e in più ci sono altrettanti Sms verso Tim e rete fissa. Telecom da aprile introdurrà un’altra novità post decreto Bersani: le ricariche personalizzate. Non solo non ci sono più costi di ricarica, ma si abilitano tagli flessibili, da 5 a 250 euro, a scaglioni in progressione di un euro. Cioè l’utente potrà ricaricare anche di 5, 6, 7, 8 euro eccetera, fino a 250; ma solo da rivenditori dotati di strumenti informatici (tabaccai, ricevitorie, online.non dal bancomat). È una comodità in più, che sarà apprezzata soprattutto da giovani e da studenti, interessati ai tagli piccoli. Non capiterà più di imbattersi in rivenditori privi del taglio di ricarica cercato.

Si apre la porta a nuovi utilizzi: comprare un giornale in edicola e chiedere che i 2-3 euro di resto vadano in ricarica. Per Tim, è una mossa utile per molti aspetti. Incoraggia l’utente a ricaricare più spesso e quindi, in teoria, a chiamare di più (si riducono le possibilità che le sim siano lasciate a lungo senza credito). Così spera di compensare le perdite derivanti dai tagli ai costi di ricarica.
Un altro vantaggio è che Tim fidelizza, in questo modo, i rivenditori, per i quali le ricariche flessibili sono più facili da vendere rispetto a quelle a tagli fissi.

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