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Chi dice donna, dice… innovazione e tecnologia

Scritto da Sara Sironi

Credits: www.futuroalfemminile.it
Un titolo che sa di primavera e un progetto in cui credono aziende del calibro di Microsoft, Hewlett-Packard, Amd, Assicurazioni Generali e Accenture: ecco che cosa è fiorito ne “I giardini di marzo”, il convegno sulle pari opportunità che si è tenuto ieri alla Triennale di Milano e che ha visto il rapporto tra donne e tecnologia elevarsi tra i temi di primo piano
Noi uomini non sappiamo ascoltare… infatti qui oggi siamo in pochi”. Esordisce così Alberto Macchi, Amministratore delegato di Amd Italy. Effettivamente il parterre de “I giardini di marzo”, il convegno nato per stimolare il dibattito sulle differenze e sugli stereotipi di genere anche in campo hi-tech, è quasi tutto femminile e quando i dirigenti delle cinque aziende promotrici dell’evento prendono la parola è impossibile non notare che sono tutti uomini. Parlano però di pari opportunità e non si limitano alla teoria nè ai buoni propositi.

Per approfondire L’obiettivo di Marco Comastri, amministratore delegato di Microsoft Italia, è “riuscire a creare le condizioni per semplificare la vita alle donne, non solo all’interno delle aziende, ma in ogni ambito della società. Le donne hanno carichi sociali più grandi, inutile negarlo. Con il progetto futuro@lfemminile (www.futuroalfemminile.it) vogliamo rendere il loro quotidiano più facile e piacevole”. Per il management Microsoft è stato “fatale” l’incontro con Roberta Cocco, oggi direttore marketing centrale, che ha reso l’azienda protagonista dell’iniziativa basata sul trinomio donne, innovazione e tecnologia: un investimento concreto che ha all’attivo già diverse realizzazioni.

La chiave del successo? Impegno, passione, creatività: preziosi talenti femminili da far fruttare nelle imprese. Anche Nicola Aliperti, amministratore delegato di Hewlett-Packard Italia scommette sulla “diversity” e ammette che nelle aziende c’è ancora molto maschilismo. E serve imporre delle quote rosa. “Molti manager tendono a circondarsi di uomini, ‘simili’ e più inclini quindi a dire ‘sì’. Noi li obblighiamo a selezionare anche candidati donne, per creare complementarietà. Purtroppo c’è ancora bisogno di ‘obblighi’, di prassi. Ma obbligare significa far riflettere”.

È solo una questione generazionale? Secondo Fabio Benasso, amministratore delegato di Accenture Italia, “i giovani percepiscono meno la ritrosia nei confronti delle colleghe: sono più abituati. Chi ha talento, vince. Uomo o donna che sia.”

Non ci resta che attendere i frutti de “I giardini di marzo”, magari ne parleremo tra qualche tempo con… l’amministratrice delegata di un’azienda hi-tech.

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