Vodafone uccide l’Sms vocale della discordia
Vodafone ha compiuto un paio di errori formali attivando a tutti gli utenti privi di segreteria il servizio di “Sms vocale”. Ed è per questo motivo che si è attirata strali di polemiche da parte di utenti e associazioni consumatori, tanto da arrivare, ieri, a sospendere il servizio, come annunciato in una nota aziendale. Ma Vodafone non ha cercato di sottrarre con l’inganno credito ai propri utenti; questo no, a differenza di quanto denunciato da una catena di Sant’Antonio che nei giorni scorsi è circolata in Internet.Connessi connessi Una catena che ha fornito, in modo allarmistico, dati errati sul nuovo servizio, tanto che è stato subito equiparata a una bufala da Paolo Attivissimo, massimo esperto di leggende metropolitane online. Attivissimo parla di “paranoia” causata dalla paura che gli operatori escogitino modi per recuperare la perdita dei costi di ricarica.
L’Sms vocale per, di per sé, era un servizio interessante e sarebbe stato gradito a molti, se fosse stato lanciato in modo più ortodosso. Funzionava così. Quando un utente Vodafone ne chiamava un altro, che era offline, poteva lasciargli un messaggio, che gli veniva spedito sotto forma di messaggio vocale. Gratis per chi lo riceve; a pagamento (29 cent) per chi lo invia. Meglio di una classica segreteria, quindi, che invece è a pagamento anche per chi l’ascolta. Il rischio di estorcere credito al chiamante era nullo. Un messaggio di quindici secondi, gratuito, avvisava della possibilità di usare il servizio. Dopo, un paio di secondi di silenzio e un segnale acustico.
Vodafone ha fatto in modo che se il cliente non parlava o parlava meno di due secondi, il messaggio non sarebbe partito e non ci sarebbe stato nessun addebito. La Catena di Sant’Antonio diceva invece che il messaggio gratuito durava 1,5 secondi e che poi, se il chiamante non riagganciava con tempestività, faceva partire comunque l’addebito.
Gli errori di Vodafone sono stati soprattutto due. Il primo è stato quello di attivare in massa il servizio, violando le regole del settore. Che obbligano ad attivare solo i servizi espressamente richiesti dagli utenti (non conta che sia gratis o no; a qualcuno può dare fastidio lo stesso ricevere Sms vocali). Il secondo è stato un errore di comunicazione. Avrebbe potuto informare subito gli utenti delle caratteristiche del servizio, così come le ha poi descritte nella nota aziendale.
Rassicurando, per esempio, sul fatto che se l’utente non parlava non ci sarebbe stato addebito. Agli errori si è aggiunto, di conseguenza, un problema, in un circolo vizioso che ha aumentato la sospettosità degli utenti: le pagine web di Vodafone dove era possibile disattivare il servizio hanno funzionato poco o male. Probabilmente, a causa della stessa Catena di Sant’Antonio, che ha provocato un eccesso di richieste su quelle pagine.





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