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Social network? Non bastano per promuovere le vendite musicali

Scritto da Tommaso Poggiali

La posizione di Mtv sull’uso degli strumenti “social” per promuovere artisti indipendenti: i mezzi di comunicazione tradizionali rimangono il metodo migliore per trainare le vendite discografiche, nonostante la crescita esponenziale del mercato di musica online
Qualcuno sostiene che non essere in Tv equivalga a “non esistere”: sia che si voglia vendere, sia che si voglia apparire. Si può dire lo stesso su Internet? Non sembra. Per un musicista indipendente non è possibile fare successo contando unicamente su blog e social network: è quanto emerso durante EconSM Conference, un incontro svoltosi a Los Angeles tra i molti protagonisti dell’industria dei media “sociali” - comunità online come MySpace e Bebo, ma anche marchi importanti come Disney, Cbs, Fox e Mtv, che da tempo puntano all’uso dei social network come strumenti per la vendita diretta di contenuti multimediali.

Musica digitale I social network possono aiutare gli artisti senza troppe risorse di marketing a creare la propria “base” di fan altamente fidelizzati, così come a vendere le proprie opere rivolgendosi direttamente a un target ben inquadrato. Malgrado la popolarità del mezzo, Internet non può essere però l’unica piattaforma per la promozione musicale, come vorrebbero moltissime etichette indipendenti.
Tutto questo nonostante il mercato discografico sia in rotta verso la digitalizzazione totale, mentre gli scaffali dei negozi di dischi sotto casa sono destinati a svuotarsi rapidamente.

E’ soprattutto Mtv, il network televisivo che ha lanciato il “genere” dei videoclip musicali, che insiste sull’ indispensabilità del circuito mediatico tradizionale: social network come parte integrante dell’immagine di un artista, ma non come unico appiglio al mercato. Nello specifico, Mtv ha fatto presente che alcuni gruppi “nati” e promossi unicamente sul Web, come gli Arctic Monkeys, hanno registrato vendite e incassi particolarmente alti soltanto durante la loro presenza nei palinsesti televisivi.

La posizione dell’emittente non sembra riflettere l’entusiasmo di molti servizi di nuova generazione, tra i quali spiccano Last.fm e MySpace, il social network che NewsCorp sta lentamente trasformando in una piattaforma per la vendita e la promozione di musica.

L’idea generale di moltissime aziende dell’era Web 2.0 è che lo spostamento verso un mercato discografico interamente digitale debba andare di pari passo con la nascita di nuovi canali di comunicazione tra produttori e consumatori, nel nome del coinvolgimento e dell’interattività diretta che solo i social network sembrano in grado di promuovere.

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