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eMusic: cosa bolle in pentola?

Scritto da Nicola Battista

Una notizia clamorosa, uscita da fonte - che intende rimanere anonima - vicina al sito eMusic.com riguarda un fatto di qualche mese fa: i proprietari del sito n.2 del mercato della musica online erano pronti a vendere, e l’acquirente si chiamava… Amazon!

Musica digitale Non si sa bene il perché, ma alla fine nulla di fatto (mentre Amazon aprirà nei prossimi mesi un proprio negozio di musica digitale, cosa di cui si vocifera da anni). Intanto, quello che è strano riguardo ad eMusic è che mentre si consolida la posizione subito dietro iTunes (ed eMusic è leader per la musica indipendente) e crescono abbonati e introiti, anche grazie alle nuove offerte che consentono agli abbonati di acquistare un maggior numero di download mensili, la proprietà sembra ancora intenzionata a cedere, e di tanto in tanto si effettuano tagli del personale, che si spiegano solo con l’idea di ritoccare ulteriormente bilanci e organigramma in attesa di mostrarli a un potenziale acquirente.

Un’ultima nota su questo aspetto: Amazon, come eMusic, sta optando per il formato MP3 privo di protezioni e limitazioni. L’acquisto avrebbe forse risparmiato parecchio lavoro nell’apertura della nuova attività, inoltre eMusic avrebbe portando in dote un ricco portfolio di licenze dalle migliori label indipendenti del mondo. Ma a quanto pare, la cosa è sfumata definitivamente.

Ma da una costola di eMusic è nel frattempo nata un’altra attività: Royaltyshare, società - operativa dall’agosto 2006 - che si occupa di fornire servizi di “digital rights management dal volto umano”, ossia gestione di report, pagamenti ad aventi diritto e così via, per conto delle etichette discografiche. Il servizio è innovativo e interessante, quasi unico nel suo genere. Quello che stupisce è che in pratica dietro ci siano fondatori e amministratori della eMusic di qualche anno fa, che gradualmente hanno “tirato dentro” personale della loro vecchia società, come la responsabile dell’ufficio royalty (un piccolo gioiellino del settore) e - di recente come vicepresidente alle relazioni con le label colui che si occupava di far firmare i contratti tra le etichette ed eMusic.

A capo c’è Bob Kohn (Chairman e CEO; fondò eMusic nel 1998); Presidente/COO è Steve Grady (che ha occupato varie “poltrone” importanti sempre in eMusic per circa 7 anni), il terzo cofondatore è Scott Holcombe, che ha il titolo di Chief Technical Officer e che, tra le altre cose ha lavorato in Vivendi Universal come sviluppatore di software (in quel periodo VU possedeva eMusic ma anche diversi altri siti musicali tra i quali Mp3.com e Rollingstone.com, tra i quali esisteva un certo livello di integrazione e -ahem- in qualche caso anche una certa confusione).

Se Royaltyshare intende specializzarsi in una nicchia piccola e molto tecnica ma preziosa per il settore, senza entrare in concorrenza con eMusic, di fatto è un peccato che un sito del genere abbia perso per strada alcuni “pezzi pregiati”.

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