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Pirati e peer to peer: il contrattacco dei consumatori

Scritto da Giulio Boresa

Le associazioni dei consumatori sono scese attivamente al fianco degli utenti, per il caso Peppermint e in generale nei confronti delle aziende detentrici di diritto d’autore che, tramite software Logistep, stanno rovistando nelle reti peer to peer.
Mondo digitale Adiconsum si è costituita in giudizio, il 19 maggio, insieme con il Garante della Privacy e il Codacons, durante il procedimento che contrappone Peppermint a Wind. Peppermint, dopo vinto in giudizio contro Telecom Italia e avere ottenuto da lei, tramite l’ordinanza del giudice, l’identità degli utenti peer to peer adesso sta tentando di fare lo stesso con Wind. Ma stavolta le è andata meno liscia.
Le obiezioni sollevate da i tre costituiti in giudizio (a difesa dei diritti degli utenti peer to peer sono stati due. Primo, hanno fatto notare al giudice che c’è una la pregiudiziale comunitaria, poiché pendendo già una causa simile presso la Corte di giustizia europea. Secondo, in merito al fatto che Wind e Peppermit si stavano mettendo d’accordo per vie extragiudiziali, i tre hanno rilevato che questa transazione privata può essere una violazione dei diritti della privacy degli utenti.

Di conseguenza, i tre hanno chiesto al giudice di procedere con la causa e di non limitarsi a darla vinta subito a Peppermint (come invece avvenuto nei confronti di Telecom). Solo così si può tenere conto della pregiudiziale comunitaria e fare luce sulla possibile illegittimità costituzionale delle richieste di Peppermint. Il giudice ha accolto la richiesta e ha rinviato l’udienza il 18 luglio. Lo stesso giorno si terrà una simile causa tra Techland (azienda di videogiochi polacca) contro Tiscali.

Le associazioni consumatori e il Garante della Privacy, insomma, sono riusciti a far sì che questo fenomeno venisse affrontato con la lente dell’ingrandimento dalla giustizia, con la cautela dovuta alla complessità dei casi e alla novità delle questioni giuridiche sollevate. Fallisce insomma il tentativo delle aziende detentrici di diritto d’autore di ottenere le identità degli utenti con ordinanze veloci. Si va avanti: Adiconsum e il Garante hanno dichiarato che si costituiranno a giudizio anche nelle prossime udienze di questo tipo (qualunque sia l’azienda e il provider coinvolti).

In ballo c’è anche Altroconsumo, a fare la propria parte: tra qualche giorno sporgerà reclamo contro Peppermint presso il Garante della Privacy (che , se dovesse accoglierlo, bloccherebbe i procedimenti in corso perché impedirebbe il trattamento dei dati degli utenti). Altroconsumo, inoltre, ha annunciato che fornirà gratis un avvocato agli utenti che lo richiederanno, coinvolti in queste vicende. L’avvocato li difenderà di fronte al Garante della Privacy.

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