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Cellulari e frequenze, spazio al futuro

Scritto da Giulio Boresa

L’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) avviando nei giorni scorsi il refarming (cioè il riordino) delle frequenze dello spettro italiano ha spianato la strada al futuro della telefonia mobile. È una spinta che si vuole dare alla banda larga mobile, infatti. Agcom, a riguardo, ha appena aperto una consultazione pubblica dalla quale nascerà poi una delibera.
Per approfondire Da una parte, lo scopo è trovare i modi per utilizzare le frequenze residue della Difesa (a 1.800 MHz) e del Tacs, ormai in disuso (900 MHz). Saranno distribuite tra i gestori, a condizioni stabilite appunto in sede di delibera. Le frequenze a 900 MHz, preziosissime perché permettono di coprire vasti territori con poca spesa, saranno utilizzabili anche per il servizio Umts, finora invece condannato a restare sulle frequenze più alte e meno pregiate intorno ai 2 GHz. In questo modo, Agcom accoglie la richiesta della Commissione Europea di aprire lo spettro Gsm anche all’Umts (e successive evoluzioni, Hsdpa, Hsupa.), per sostenere così lo sviluppo della banda larga mobile.

Non solo: Agcom ha stabilito anche che le frequenze Umts ritirate a Ipse (operatore mobile mai partito) per mancato rispetto degli obblighi di licenze, saranno distribuibili (con un’asta) ai quattro operatori. Oppure- propone Agcom- potrebbero essere destinate a un quinto operatore reale (non virtuale).

È improbabile, in realtà, che ci sia spazio per un altro concorrente, in questa fase dove i margini per gli operatori tendono a ridursi; Agcom propone però un rimedio per dare fiato al nuovo entrante e permettergli di farsi strada all’inizio: che possa per cinque anni utilizzare gratis le reti in roaming degli altri quattro. In ogni caso, il refarming delle frequenze oltre che essere utile alla banda larga mobile favorirà l’ingresso di nuovi operatori virtuali.

Ad oggi, infatti, solo Tim e Vodafone hanno frequenze sufficienti per ospitare un buon numero di operatori virtuali; Wind e 3 stanno aspettando il refarming per poter partire con accordi consistenti. Per il momento 3 si è limitato ad annunciare la nascita (futura), sulla propria rete, di un operatore virtuale rivolto all’utenza filippina. Un target di nicchia, metropolitano, che dimostra quanto risicati siano gli spazi di frequenze disponibili sulla rete 3.

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