Apple: gli iPod si rinnovano. Dentro e fuori
PhotogallerySono numerose le novità nell’offerta di riproduttori e servizi musicali annunciati da Apple.
Apple Si va dal ritocco dei colori dell’iPod shuffle, ora disponibile anche in rosso per l’iniziativa di beneficenza Product (Red), per finire con la creazione di un “ponte” verso l’iPhone per una lineup per tutte le tasche che va da 79 a 399 euro. In mezzo c’è un mix di offerte, sinergie e strategie commerciali.
Vediamo anzitutto il nuovo iPod touch che l’azienda di Cupertino sembra abbia lanciato sul mercato anche per soddisfare le curiosità verso l’iPhone fuori dagli Usa. La tecnologia alla base dei due dispositivi è la stessa e tolte le funzioni di telefonia (e la fotocamera) l’iPhone touch rafforzerà la posizione sul mercato del fratello maggiore, sia come riproduttore di contenuti multimediali, che come possibile futuro del Pc, o dispositivo “post-PC” termine usato da Jobs in un’intervista di qualche mese fa. La strategia di Apple è evidente se si guarda al prezzo per il modello base da 8 GByte. I “soli” 299 euro attireranno oltre ai curiosi di novità anche magari chi cerca un Pda di nuova generazione o i tanti smanettoni per ora rimasti ad aspettare. E dopo aver provato l’iPod touch il salto all’iPhone, da poco ribassato, sarà davvero breve: negli Stati Uniti costa solo un centinaio di dollari in più.
Ciò che manca al touch lo ritroviamo nell’iPod, che nella sua sesta generazione guadagna il suffisso “classic” ma anche tanta capienza in più. I modelli sono ora due, da 80 e ben 160 GByte. Sono due anche i colori ma al nero si affianca a sorpresa l’argento, scelta che alcuni osservatori già etichettano come la fine dell’iPod originale, nato bianco e fino ad ora sempre disponibile in questa colorazione.
L’aggiunta dello schermo all’iPod nano (già soprannominato “Fat iPod” per la sua larghezza maggiorata) è invece indice delle strategie di distribuzione digitale di Jobs &. Co. Dopo aver conquistato la posizione dominante nella musica che sarà rafforzata dall’accordo con la catena di caffè Starbucks, la nuova frontiera per l’azienda di Cupertino è nel video come testimoniua lo slogan “Un po’ di video per tutti”. Da qui una scelta obbligata: rendere il modello più venduto, il nano, in grado di riprodurre filmati, magari acquistati sull’iTunes Store. Ma il discorso video è globale: tra le novità c’è la possibilità, richiesta da mesi e mesi, di collegare tutti gli iPod (Shuffle escluso) con un cavo d’uscita component o composito dal dock al proprio televisore e vedere sul grande schermo i filmati a qualità Dvd (risoluzione 576i su iPod touch e 576p per classic e nano).
Dopo musica e video il terzo mercato a cui si rivolge Apple è quello delle suonerie per cellulari, o meglio per il suo supercellulare. Lo strumento è sempre l’iTunes Store, che ora presenta l’opzione di trasformare in ringtones circa 500‘000 dei brani già in vendita e contrassegnati da un segno (un campanellino). Critiche però per il meccanismo e per i prezzi: prima bisogna comprare a 99c il brano audio e poi sborsare altri 99c per il privilegio di usarne uno spezzone di 30 secondi (a scelta dell’utente quale) come suoneria dell’iPhone, e quindi per ora solo negli States. 1,98 dollari non sono pochi considerando che lo stesso si può fare con programmi ed utility, ma non sono nemmeno così tanti se pensiamo alle tariffe esose degli attuali fornitori di suonerie.
Merita infine una menzione l’eliminazione in sordina dell’iPod HiFi: criticato sin dall’uscita, anche per il design, il riproduttore non ha avuto vita facile sul mercato e Apple lo archivia senza troppi rimpianti. L’azienda deve concentrare i suoi sforzi e magari cercare di non interferire con il vitale universo di accessori di terzi, che avevano a listino alternative migliori e più economiche dell’HiFi.
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