Amazon Mp3: scenari per il futuro della musica online
Gli Mp3 di Amazon: liberi ma non troppo? - commenta sul blogI ben informati ne vociferavano da oltre un anno: silenziosamente, ad agosto 2006 Cd Baby - se ne erano accorti alcuni artisti utenti del sito - stava già inviando file digitali alla società fondata da Jeff Bezos. A quale scopo, visto che Amazon di brani scaricabili ne aveva sempre avuto ben pochi e solo a titolo promozionale (sul sito Usa)?
Internet Poi l’annuncio ufficiale, il 16 maggio 2007; Amazon Mp3 è stato finalmente lanciato il 25 settembre anche se in “public beta”.
Per alcuni, sarà l’anti-iTunes: l’unico negozio di musica digitale in grado di dare seri problemi ad Apple o quantomeno di fargli concorrenza allo stesso livello. Il n.2 del mercato, eMusic, in pratica è privo di materiale major. Tutto il resto è mostruosamente più indietro di Apple che detiene oltre tre quarti di un mercato in netta crescita, in un momento in cui le vendite di cd stanno rapidamente crollando.
Sarà dunque Amazon in grado di spodestare Apple dal podio del mercato della musica online, o almeno ad affiancarsi/avvicinarsi alla Mela scavalcando eMusic?
Le carte in regola ci sarebbero (quasi) tutte: la mancanza di Drm sui file proposti (il formato è appunto un Mp3 senza protezioni, il bitrate è 256 kbps), i due milioni di brani in catalogo (avere un catalogo numericamente valido già in partenza è fondamentale: Apple fu la prima e l’unica ad inaugurare un servizio avendo già in tasca gli accordi con tutte le major e un numero di brani di tutto rispetto; molti altri hanno fatto l’errore di aprire bottega con pochi brani sperando di vederne arrivare altri lungo la strada; quei brani poi non arrivavano o comunque non abbastanza rapidamente, e il repertorio in vendita rimaneva limitato). C’è materiale major (il catalogo Drm-free che Emi sta già distribuendo anche su iTunes, oltre all’esperimento di Universal), anche se mancano molti titoli (Sony/Bmg e Warner; quest’ultima di “no al Drm” proprio non vuol sentir parlare) e molti grandi nomi anche delle due major che stanno partecipando al progetto.
Il repertorio è simile al catalogo proposto da Wal-Mart (per esempio, ci sono gli indipendenti di Cd Baby, anche se solo i più importanti); ma questa catena - che per i cd risulta ancora il primo venditore d’America - vende file protetti.
Ancora, la qualità dovrebbe essere superiore ad iTunes (Mp3 a 256 dovrebbe essere meglio di mp4 aac a 128 kbps) e i prezzi inferiori: 89 centesimi (massimo 99) a brano, album in media a 6,99 dollari, con qualche titolo prezzato anche sotto ai 5 dollari.
A leggere i commenti in giro sui blog, gli utenti americani sembrano seriamente interessati a provarlo.
Le dolenti note? Gli utenti americani, appunto; perché per ora sui vari Amazon di Francia, Germania, Gran Bretagna, Giappone non c’è nulla del genere (e un utente non statunitense non può ordinare un Mp3 dallo store americano). Addirittura il domain www.amazonMp3.co.uk è stato occupato da un cybersquatter che lo ha posto in vendita. Apple, come è noto, opera in Europa (la Gran Bretagna ha un proprio store separato da quello degli altri paesi), Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone e Nuova Zelanda. Tutti i mercati più importanti sono considerati.
Il bitrate è migliore di quello Apple? Così parrebbe. Ma è ancora lontano dall’Mp3 Vbr (bitrate variabile) di eMusic. Peraltro, i prezzi di eMusic per singolo brano finiscono per essere notevolmente più bassi anche di quelli di Amazon (ma occorre sottoscrivere un abbonamento mensile).
Potrebbe quindi essere conveniente verificare dove trovare un certo Mp3 ed effettuare l’acquisto dove più conviene.
Apple, come dicevamo, partì con tutte le major in tasca (all’epoca erano cinque); oggi, le major sono quattro: Amazon parte con una e mezza, e Universal non è neppure certa di continuare a vendere musica priva da protezione dopo il termine dei propri strambi “esperimenti” (fissato per inizio 2008).
Un dettaglio curioso: per alcuni appare strano che ad Amazon sia stato concesso ciò che è stato negato ad Apple: brani senza DRM a 99 centesimi di dollaro e non a prezzo maggiorato come in iTunes Plus; materiale Universal privo di protezione, improponibile nel contesto Apple. Qualcuno si chiede come mai tanta benevolenza da parte di alcune major verso Amazon. Che ci sia qualcosa sotto? Per il blog The Small Wave, le major si preparano a costruire e spingere un anti-Apple per poiusarlo per i loro scopi, aumentando prezzi e vendendo anche materiale protetto.
Insomma: Amazon Mp3 ha un potenziale enorme, dato soprattutto dal maggior repertorio musicale privo di protezioni disponibile su un sito web; ma è ancora indietro rispetto ad Apple su diversi punti, e per alcuni aspetti è “scoperta” persino nei confronti della più piccola (intesa come società) eMusic, che è leader per quanto riguarda gli indipendenti in formato download (Amazon era stata peraltro vicina a comprare eMusic, circa un anno fa… la cosa era poi saltata, non si sa bene perché).
Soprattutto, rischia di ritrovarsi priva di almeno due major su quattro e quindi di una discreta fetta di repertorio rispetto alla Mela. Alcuni esempi banali? Nessun disco degli U2 è disponibile su Amazon, mentre Apple ne propone da sempre la discografia completa, incluse le più esotiche e sconosciute versioni remix.
Per quanto riguarda Madonna, Amazon presenta solo il materiale “non ufficiale”: i pezzi con Otto Von Wernherr in cui Madonna era più che altro una corista, raccolti in “The Early Years” o i demo di “Pre-Madonna” che in copertina sfoggiano una bella dicitura “Unauthorized”.
Di Elvis Presley nulla della sterminata discografia Rca/Bmg, solo un paio di dischi con alcune vecchie cose che in Europa sono ormai considerate di pubblico dominio e sono reperibili a pochi euro in cd; per Britney Spears solo cover-spazzatura e una intervista “non autorizzata”; identica la situazione dei Metallica.
Moltissimi artisti sono in situazioni di questo tipo; per altri ci sono diversi titoli ma il numero di album è inferiore (a volte persino dimezzato) rispetto a quello disponibile su iTunes. Uno dei pochi grandi nomi con una buona presenza è Luciano Pavarotti (brano più venduto? Ovviamente, “Nessun Dorma”).
Tutto questo e la presenza - almeno per il momento - limitata ai soli Stati Uniti è un handicap notevole; occorrerà aspettare perlomeno sei mesi per capire se Amazon sarà davvero quell‘“iTunes killer” che molti profetizzano.
Si ringrazia Nicola D’Agostino per la collaborazione.





Ancora nessun commento.