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Prova cellulari: Sony Ericsson P1i

Scritto da Roberto Catania

Sony-Ericsson P1i - Credits: Sony-Ericsson
Bisogna proprio aspettare l’uscita dell’iPhone per avere uno smartphone touch-screen che sia anche bello oltre che iper-tecnologico? Sembra essere questa la domanda che Sony Ericsson pone a tutti gli innamorati delle tecnologie all’ultimo grido, convinta com’è di essere una delle poche realtà dela panorama mobile ad aver sempre creduto nelle tecnologie tattili.
Tutti i cellulari In fondo, bisogna riconoscerlo, la casa nippo-coreana è stata fra le prime a puntare sull’utilizzo dei display sensibili (il P800, primo modello della serie P, risale già al 2002) anche se finora si era limitata a fare dispositivi destinati all’utenza aziendale. La svolta è segnata proprio dall’uscita di questo P1i, uno smartphone che raccoglie l’eredità funzionale di tutti i precedenti modelli della serie regina, confezionata in un formato decisamente più accattivante e appetibile anche dal grande pubblico.

Hardware
Il P1i si presenta come un terminale monoscocca che integra un display touch-screen da 2.6 pollici e una tastiera Qwerty a doppia entrata (due caratteri per tasto). Sul piano funzionale, il P1i ripropone la piattaforma software basata su sistema operativo Symbian 9.1 già sperimentata sul P990i, coadiuvata ancora una volta dall’interfaccia software firmata Uiq, recentemente acquisita dalla casa.

Confermati, oltre alla connettività Umts e Wi-Fi, il supporto alla posta elettronica in formato “push” (Blackberry compreso) e alle applicazioni per il web browsing. Fra i miglioramenti vale la pena sottolineare la rinnovata fotocamera digitale, ora da 3,2 megapixel e con autofocus, e la scheda di memoria (già inclusa nella confezione) da 512 mega.

Queste in sintesi tutte le principali caratteristiche tecniche

- Dimensioni: 106 x 55 x 17 mm;
- Peso: 124 grammi;
- Gsm/Gprs 900/1800/1900, Umts 2100;
- Sistema Operativo Symbian Os v9.1 con interfaccia Uiq 3.0;
- Tastiera Qwerty con tasti a doppia entrata;
- Schermo touchscreen da 2.6” con risoluzione qVga (320 x 240 pixel) e riconoscimento della scrittura;
- Software QuickOffice per leggere e modificare i file Word, PowerPoint ed Excel;
- Software Pdf+ per leggere i file in formato pdf;
- Supporto VoIP;
- W-Lan (WiFi 802.11b) ;
- Scanner per biglietti da visita;
- Videochiamata;
- Bluetooth 2.0;
- Usb 2.0;
- Porta a infrarossi;
- Comando Jog dial;
- Corporate push email, contatti e calendario;
- Supporto ActiveSync;
- Supporto Blackberry Connect 4.0;
- Opera Web Browser 8.0;
- Vpn client;
- Accesso remoto alla rubrica dei contatti;
- Sincronizzazione e gestione delle informazioni e attività personali da remoto;
- Fotocamera integrata da 3.2 Megapixel con auto-focus, zoom digitale 3x, flash a led;
- Video recording/streaming/viewing;
- Mobile-Tv, streaming in formato H.264;
- Sms, mms, video-mms;
- Bluetooth Audio Streaming (A2dp);
- Media player;
- Formati audio supportati: mp3, Aac, Aac+, e-Aac+);
- Suonerie Polifoniche personalizzabili;
- PlayNow;
- Sistema di riconoscimento musicale TrackId;
- Memoria interna fino a 160 MByte;
- Slot per Memory Stick Micro (una M2 da 512 MByte è già inclusa nella confezione);
- Radio fm con Rds;
- Lettore Rss;
- Picture Blogging (download gratuito dell’applicazione);
- Giochi 3D;
- Calcolatrice, calendario, registratore, sveglia, cronometro;
- Viva voce;
- Java, Java 3D;
- Autonomia (batteria 1120 mAh): fino a 10 ore in conversazione, fino a 440 ore in standby.

Come funziona
Aprendo la confezione troviamo tutto ciò che l’utente evoluto può attualmente desiderare da un telefono di nuova generazione: oltre al terminale e al caricatore, troviamo infatti il software per la sincronizzazione al Pc, il cavo Usb, una custodia protettiva, una scheda Micro-Sd da 512 megabyte e addirittura un secondo pennino di riserva; come i suoi predecessori, inoltre, anche il P1i offre di serie una base (docking station) per appoggiare il telefono in posizione verticale e permettere al contempo il collegamento Usb e agli auricolari stereo.

Come detto in apertura, il P1i rappresenta un punto di svolta piuttosto deciso rispetto alla recente produzione Sony Ericsson. E che il cambio sia radicale lo si intuisce già a una prima rapida occhiata dell’apparecchio: Sony Ericsson abbandona le taglie extra-large che avevano caratterizzato finora tutti i terminali della Serie P, per affidarsi a uno form-factor decisamente più snello, pur senza sacrificare lo spazio a disposizione per il display. Se l’opera di ridimensionamento può dirsi riuscita, buona parte del merito è da attribuire alla tastiera a doppia entrata che permette in pratica di radunare due caratteri alfanumerici per ogni tasto. Agli scettici (lo ammettiamo, prima della prova, anche noi eravamo fra questi) va detto che non si tratta di uno mero stratagemma per risparmiare spazio; il sistema a bilanciere adottato dal produttore, che sulle prime potrebbe sembrare ostico, si rivela in realtà comodo ed efficiente anche in fase di digitazione rapida, grazie anche all’ottimo software di scrittura predittiva.

Decisamente positivo il giudizio sul display da 2,6 pollici, sia in termini di brillantezza (da provare la resa grafica con le foto a tutto schermo), sia per ciò che riguarda la sensibilità al tocco, con il pennino o con le dita. Pur senza ricorrere a grossi effetti speciali, l”interfaccia grafica si rivela abbastanza pulita, anche se occorre prenderci un po’ la mano per avere la massima confidenza con la disposizione di tutti i vari menu e sottomenu. Giova a questo proposito l’impaginazione della home del telefono che può essere personalizzata in lungo e in largo; in particolare si fa apprezzare l’utile menu rapido a scomparsa che permette di visualizzare fino a 15 voci scelte dall’utente.

La parte software è rimasta pressoché invariata rispetto al P990i, anche se, rispetto a quest’ultimo, la stabilità è migliorata non poco. Sony Ericsson si affida ancora una volta a un sistema di gestione dell’attività che lascia aperte tutte le applicazioni anche dopo l’uscita dai rispettivi menu; si tratta di un escamotage adottato per velocizzare il lancio delle applicazioni già utilizzate, ma che invece finisce in molti casi per appesantire le prestazioni del device.

Va detto che le applicazioni possono essere comunque chiuse manualmente, tramite il menu “Gestione Attività”, ma che si tratta di un’operazione abbastanza stancante (cinque i passaggi richiesti) che non sempre l’utente è portato a fare.
Scendendo nella disamina dei singoli sottomenu ci piace innanzitutto sottolineare l’ottima rubrica multi-campo che raggruppa un’infinità di campi chiave e che può essere sincronizzata in modo ottimale con Outlook. In tema di applicazioni Office, va pure segnalata la presenza di QuickOffice per la lettura e la modifica di file Word ed Excel e il lettore per documenti pdf.

Davvero corposo il menu della connettività che raggruppa tutto quello che il mercato offre per la comunicazione fra dispostitivi elettronici: Usb, Bluetooth, infrarossi e, soprattutto Wi-Fi. Riguardo a quest’ultimo dobbiamo annotare l’assenza del protocollo 802.11g che avrebbe permesso di utilizzare le crittografie Wpa2, ma è una mancanza che può essere comunque aggirata configurando l’access point in modalità Wep. La connessione a Internet è abbastanza gratificante, in virtù soprattutto delle generose dimensioni del display (che può essere utilizzato anche in orizzontale) e al supporto per la visualizzazione delle animazioni in flash, che consentono di ricreare un’esperienza utente decisamente più vicina a quella del pc.

Ma le note più interessanti arrivano dalla sezione multimedia, sicuramente fra le parti più riuscite del terminale. Eccellenti le prestazioni della fotocamera integrata da 3 megapixel che ricorda molto da vicino quella di un altro modello della casa, il K810, dal quale è stato “rubato” pure l’ottimo sistema di autofocus e il ricco menu delle impostazioni. Fra le applicazioni c’è spazio anche per un programmino di editing che permette di effettuare il ridimensionamento e il fotoritocco delle immagini e il sistema per la scansione dei biglietti da visita, che consente di archiviare automaticamente le informazioni all’interno dei contatti in rubrica attraverso una semplice foto. Positivo anche il giudizio sulla videocamera integrata che può registrare clip in formato 3Gp fino a una risoluzione massima di 320 x 240 punti.

Le buone notizie per gli appassionati di multimedialità non finiscono qui. Anche le prestazioni del lettore musicale sono decisamente confortanti, sia in termini qualitativi (molto pulito l’audio anche in vivavoce) sia per ciò che riguarda il menu di gestione delle tracce. All’interno del cd incluso nella confezione troviamo il software Disc2Phone (ben conosciuto dagli utenti Walkman), attraverso il quale è possibile provvedere alla sincronizzazione delle tracce fra pc e telefonino. È da apprezzare poi la scelta di Sony Ericsson di includere nella confezione una scheda di memoria da 512 MByte (erano solo 64 sul P990i), il che garantisce una buona capacità di archiviazione dei file musicali.

Impeccabile la qualità audio delle chiamate che si dimostra sempre limpida e squillante, anche quando si alzano le tacche del volume. Non proprio indovinata, invece, la scelta di posizionare il tasto di “attesa” fra le softkey del touch-screen, che spesso e volentieri finisce per essere toccato inavvertitamente durante le chiamate. La ricezione si dimostra quasi sempre all’altezza, sia in modalità Gsm, sia per quanto riguarda le videochiamate su banda Umts. Anche per questo, la mancanza del Hsdpa non si avverte, almeno fintantoché il telefono non è collegato come modem al notebook.
Chiudiamo come di consueto con una nota sulla batteria. Il produttore dichiara un’autonomia di circa 10 ore in conversazione e fino a 440 ore in standby. In condizioni di utilizzo misto, con Bluetooth sempre attivo, il P1i è in grado di rimanere “in vita” per circa due giorni.

Conclusioni
Il dado è tratto. Con il P1i, Sony Ericsson sembra aver definitivamente cambiato rotta, mettendo in secondo piano le necessità dell’utenza business (che pure avrà di che sbizzarrirsi su un terminale del genere) per coccolare un po’ di più l’utenza media, soprattutto quella pretende dal proprio compagno elettronico un valido supporto per la fotografia, i video e la musica in movimento. In questo senso, il P1i sembra essere un compendio di tutto il meglio dell’attuale collezione di cellulari Sony Ericsson. Promossi a pieni voti l’ottimo display touch-screen, la fotocamera integrata e il pacchetto di risorse per la connettività. Non convince pienamente, invece, la parte software, che pur avendo risolto i problemi di stabilità messi in mostra dal P990i, continua a essere penalizzata (soprattutto in termini di velocità) dal sistema di gestione delle applicazioni.

Il P1i dovrà vedersela con il nuovo Blackberry Pearl 8120, forse il terminale più vicino per caratteristiche, anche per via dell’analoga configurazione “a doppia entrata” della tastiera Qwerty. Sul nuovo smartphone di Rim troviamo di serie un modulo per il collegamento Wi-Fi anche in modalità (802.11 b/g) e un sistema di browsing a schermo intero; la fotocamera è da 2 megapixel, assente invece l’Umts.

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