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Panasonic, quando il notebook è (anche) una questione di robustezza

Scritto da Piero Aprile

Avete mai visto cadere il vostro portatile dalla vostra scrivania e inorridire al pensiero di averlo distrutto in modo irreparabile? O magari rovesciato sulla tastiera il bicchiere d’acqua posto vicino allo stesso, e imprecare alla vostra sbadataggine? L’augurio, scontato, e che non vi sia già capitato e che mai vi capiterà. Ma se decideste di dotarvi di un prodotto a prova di urti e liquidi Panasonic, che dei notebook cosiddetti “ruggedized” (robusti, anzi ultrarobusti e per questo conformi alle specifiche tecniche in vigore in campo militare) è il primo fornitore al mondo, promette di avere tutte le carte in regola per soddisfare le esigenze di chi, in un computer, bada soprattutto al fattore solidità.
Computer che camminano Non solo fisica (vedi l’hard disk a prova di crash, lo chassis in lega di magnesio o la tastiera “water proof”) ma anche in termini di affidabilità nel tempo. E in tal senso è bene sapere che la percentuale di guasti di un notebook utilizzato in ambienti e condizioni difficili supera il 30%, percentuale che rimane superiore al 20% dopo tre anni di utilizzo in condizioni normali.

Meglio di un tablet pc
Ma perché un utente (business) dovrebbe investire circa 2.000 euro per un notebook robusto? Luca Legnani, product manager per l’Italia della divisione Computer Products di Panasonic Europe, ci ha dato queste motivazioni nel presentarci in anteprima i nuovi Toughbook Executive serie 7:

“riducono ai minimi termini le difettosità dovute a guasti meccanici e quindi azzerano o quasi il rischio di fermo macchina e i tempi morti di riparazione del portatile, garantendo alla forza vendita operativa sul campo la massima produttività possibile”;

“perché oltre a essere robusti sono anche compatti, ergonomici e leggeri e hanno un’autonomia di lavoro intorno alle otto ore con una singola batteria. Caratteristiche che li rendono adatti a impieghi in particolari settori, come l’ambito sanitario o le office meccaniche, e più pratici da usare rispetto ai tablet pc”;

“sono notebook dotati di avanzate funzionalità, vedi per esempio lo slot per ospitare Sim card telefoniche che supportano lo standard 3G Umts/Hsdpa, assicurando quindi la doppia connettività Internet, Wi-Fi e rete mobile, senza la necessità di schede di rete aggiuntive”.

Una storia decennale
Era il 1994 quando Yoshi Yamada, attuale membro della direzione della filiale americana di Panasonic, diede il là al lancio del Toughbook CF-25, il notebook “rugged” erede del modello FT-2 sviluppato già nel 1987 con la tedesca Nixdorf, uno dei computer portatili più robusti allora disponibili sul mercato e precursore dell’utilizzo di carbonio e fibre di vetro nello chassis. Il primo “vero” Toughbook è in ogni caso la serie CF-25, introdotta da Panasonic nel 1996 con il vanto di poter sopportare senza danni cadute da un’altezza di 70 centimetri e di essere protetto in modo sicuro da polvere e umidità. La lega di magnesio del case e la maniglia posta sulla cover con la quale trasportare il notebook in tutta comodità e sicurezza della serie Cf-25 diventarono da allora una prerogativa standard dei portatili Panasonic. In 13 anni la casa nipponica ha venduto oltre un milione di Toughbook in tutto il mondo.

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