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I cellulari di domani? Usano le nanotecnologie

Scritto da Gianni Rusconi

Morph - Credits: Nokia
Photogallery Nokia Morph
Come ve li immaginate i telefonini del futuro? Fluorescenti, piccoli quanto una carta di credito, camaleontici come il Modu visto in anteprima al Mobile Congress di Barcellona? Molti laboratori di ricerca sono al lavoro proprio in questo campo e se solo la metà dei prototipi di cui si è venuti a conoscenza in questi giorni diventeranno prodotti destinati al commercio ne vedremo, come si suole dire, delle belle.

Tutti i telefonini Mini schermi a nanoparticelle liquide
I ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute, per esempio, hanno scoperto che determinati liquidi in cui sono state disciolte delle nanoparticelle possiedono particolarità tali che se sottoposti a campi magnetici si potrebbero sviluppare nuove tecnologie da applicare alle fotocamere e ai display dei telefoni cellulari. Al posto dei fluidi tradizionali, in altre parole, gli schermi degli smartphone potrebbero un domani sfruttare nanofluidi composti da particelle infinitesimali e quindi dotarsi di obiettivi fotografici miniaturizzati con zoom di tipo ottico.

Nokia Morph, il telefonino “flessibile”
Il prototipo di terminale nato invece dalla collaborazione tra il Nokia Research Center e l’Università di Cambridge, battezzato con il nome in codice Morph, è il primo dispositivo mobile funzionante realizzato grazie all’utilizzo della nanotecnologia. Presentato ieri l’altro al Museum of Modern Arto (MoMA) di New York in occasione dell’apertura della mostra “Design and the Elastic Mind“, questo “concept phone” ha vari motivi per essere considerato un telefonino fantascientifico.

È allungabile e flessibile, si trasforma in forme completamente diverse e con componenti elettronici trasparenti, fa uso di superfici autopulenti e sembra che possa essere prodotto con costi sensibilmente inferiori a quelli necessari per un cellulare tradizionale. Quando lo vedremo nei negozi? Probabilmente mai, ma visto e considerato che alcune tecnologie proprie del Morph potrebbero già essere introdotte, entro i prossimi sette anni, sui dispositivi di Nokia di fascia alta.

L’avvento del prototipo di cui sopra, dicono comunque i diretti interessati, segna una tappa fondamentale nel percorso di evoluzione dei telefonini per una ragione ben precisa, e cioè l’utilizzo esteso delle nanotecnologie per creare entro i prossimi 10-15 anni dispositivi sempre più intelligenti e accessibili, dalle forme mutevoli e capaci di interagire con l’ambiente tramite sistemi microscopici e micro sensori in grado di fornire importanti informazioni sui cambiamenti meteorologici o sull’inquinamento dell’aria.

Nokia Remade, il telefonino “verde”
Il nome di battesimo dice tutto, “Remade”, riciclato. Questo prototipo di cellulare a conchiglia di Nokia, infatti, è stato interamente realizzato con le lattine e con altri materiali di riciclo con il preciso obiettivo di aprire un nuovo filone sul tema dei dispositivi elettronici a basso impatto ambientale. Il Remade, che si può vedere in video sul Web, è stato mostrato pubblicamente in anteprima mondiale a Barcellona nel corso del Mobile World Congress ma nell’occasione Nokia non ha fornito dettagli aggiuntivi circa l’eventuale prossima commercializzazione del dispositivo.

Anche perché, giusto saperlo, per il momento il cellulare “green” non è in grado (al momento) di effettuare telefonate ma ha comunque il merito di aprire la strada allo sviluppo (e si spera alla futura produzione su larga scala) di terminali costruiti con soli materiali riciclati e senza l’ausilio di risorse naturali e dall’elevata efficienza energetica.

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