Prova giochi: “Patapon”
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L’ultimo gioco uscito per PlayStation Portable è incentrato su uno strano gruppo di guerrieri che con asce e lance avanza alla ricerca della terra promessa. Si, ok, ma il giocatore che fa esattamente? Suona il tamburo. Questo, in estrema sintesi, il concept di uno dei titoli più folli mai realizzati per la console portatile di casa Sony.
Mondo gaming Sì, la palma di “gioco più originale mai uscito per Psp”, Patapon, la merita ampiamente. Partorito dalla strana coppia formata da Hiroyuki Kotani (game designer) e Rolito (costruttore di giocattoli), il gioco si distingue per un gameplay originale e un character design accattivante e rivoluzionario allo stesso tempo. Platform a scorrimento orizzontale, questa nuova uscita, fonde abilmente strategia, ritmo e uno stile grafico iconico davvero geniale. L’esperienza di gioco, come Loco Roco un anno fa e il sottovalutato Exit poco prima, è davvero ad alto rischio di dipendenza.
La tribù dei Patapon è alla ricerca di un tesoro o di un paradiso che durante il gioco continua a chiamare “quella cosa”. Per raggiungere questo obiettivo, situato in fondo a una stranissima pergamena utilizzata al posto del solito menù, i guerrieri devono combattere contro i popoli nemici, avere la meglio sulle strane creature che incontreranno lungo la strada e migliorare la propria organizzazione sociale. Per fare tutto ciò basta solo suonare un tamburo.
I Patapon, in effetti, rispondono soltanto ai suoni Pata, Pon, Chak e Don. Per fargli fare qualsiasi movimento, il giocatore deve premere un comando specifico a ritmo di una curiosa danza tribale. Ciascuno dei quattro tasti d’azione della PSP produce un suono diverso, basta solo combinarli nella maniera giusta per attaccare, difendere, avanzare o ritirarsi. Visto che il gioco è completamente 2d, si riesce a intuire ciò che avviene sui campi di battaglia attraverso una serie di ridicoli baloon. Per esempio, quando un soldato perde tutta la propria energia, qualche attimo prima di morire guarda il giocatore e dice: “Ciao!”.
Man mano che si procede nei livelli di gioco, si imparano nuove sequenze con i tamburi, si scoprono nuove combo e si “caricano” i propri soldatini. Basta solo non smettere mai di premere i tasti e non perdere il ritmo. Ritmo assolutamente ipnotico che, come alcune giocose battaglie, il giocatore difficilmente riuscirà a dimenticare.
Voto: 9,5
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