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Super bollette, utenti alla riscossa

Scritto da Giulio Boresa

Altroconsumo prepara un’azione collettiva per ottenere un mega risarcimento delle super bollette, gonfiate dalle chiamate-truffa a numeri 899, 199, satellitari e simili. Le Autorità, come l’Antitrust e l’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) sono intervenute per placare il fenomeno e contrastare le truffe, ma resta in sospesa il problema delle bollette già emesse da Telecom Italia, contenenti centinaia o migliaia di euro di traffico contestato. Connessi connessi In alcuni casi (se l’utente ha attivato un rid bancario) sono già stati addebitate; in altri restano pendenti e- come ha ricordato l’Antitrust- Telecom Italia non può sospendere la linea durante un contenzioso con l’utente moroso, finché la cosa non viene chiarita. In ogni caso, secondo Altroconsumo le Autorità non hanno il potere di chiedere a Telecom di stralciare i crediti contestati; da qui la necessità di una class action, per ottenere un rimborso o l’annullamento di quegli addebiti.

Altroconsumo per ora ha cominciato la raccolta delle segnalazioni, che poi girerà a Telecom con una richiesta di conciliazione. Se Telecom si rifiuterà (come probabile), Altroconsumo farà partire la class action (si prevede a luglio).

Sarebbe così la prima class action contro Telecom Italia. Gli aderenti potrebbero essere decine di migliaia. Si sa che sono circa 30 mila le segnalazioni di traffico truffa inviate all’Agcom nel 2007; un po’ di più, le denunce alla polizia per lo stesso motivo. Altroconsumo calcola che sono stati milioni gli utenti truffati finora da questi cosiddetti servizi a valore aggiunto, che colpiscono soprattutto sulla rete fissa, ma che sono di recente approdati anche su cellulare.

Tre le tecniche più usate per indurre l’utente a chiamare il numero ad alto costo: i dialer su computer collegati a modem 56K (fenomeno che tende a ridursi grazie alla banda larga), telequiz che fanno chiamare con la promessa di premi, sms inviati a pioggia che chiedono, con l’inganno, di telefonare a un numero (per esempio, per ascoltare un messaggio in segreteria). I servizi sono di società che fanno accordi con gli operatori, che hanno ottenuto le numerazioni dal Ministero delle Comunicazioni e che finora hanno sorvegliato molto poco sul loro uso.

Dal 30 giugno il problema si dovrebbe ridimensionare, perché una delibera Agcom stabilisce che questi numeri vengano disabilitati a tutti gli utenti che non li abbiano richiesti espressamente. Resterà appunto però il problema di chi ne è già stato vittima e per questo la parola passa alle associazioni dei consumatori.

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