Prova giochi: “Final Fantasy XII: Revenant Wings”
Nel 2006 “Final Fantasy XII” rasenta il capolavoro e rende quasi un peccato l’abbandono della PlayStation 2. Ora arriva “Revenant Wings“, spin-off prodotto e sviluppato da Square Enix appositamente per il Ds.
Il boom del divertimento L’ambientazione è sempre quella (affascinantissima), con un look grafico spettacolare che pecca solo in piccoli dettagli delle animazioni. Tornano anche alcuni dei personaggi, visto che la trama comincia circa un anno dopo i fatti di “Final Fantasy XII“, con Vaan ormai diventato un pirata dell’aria.
La differenza è che questo è uno strategico in tempo reale (il primo della sotto-serie “Ivalice Alliance”) con qualche elemento Rpg. Niente di troppo complesso: la giocabilità è leggera, come il tono generale e in linea con lo stile Ds. Si può gestire tutta l’avventura solo col pennino e questo è un bene, però la facilità nel controllo dei personaggi si accompagna a una eccessiva semplificazione delle battaglie.
Niente di irrecuperabile: mettendo pregi e difetti sui piatti della bilancia il risultato è più che positivo e conferma la vitalità di uno dei migliori franchise (con tutte le sue ramificazioni) di sempre.
Voto: 8





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