Prova giochi: “Condemned 2”
Il boom del divertimento La trama parte un anno dopo i fatti di “Condemned: Criminal Origins” (2005). Il protagonista è ancora l’agente Ethan Thomas, da guidare con visuale in prima persona attraverso i luoghi più degradati della sua città. L’ambientazione urbana ha un look grafico lercio e malsano; le zone buie sono numerose e la torcia in dotazione fa quel che può. Insomma, sin da subito l’atmosfera è inquietante e minacciosa.
A peggiorare le cose si aggiungono psicopatici violenti con una notevole Ia e misteriose creature (anch’esse aggressive) che escono da una strana sostanza catramosa sparsa un po’ ovunque. Come affrontare tutto questo? A mani nude: le armi sono rare, i proiettili ancora di più e l’unico modo di restare vivi è imparare l’arte della scazzottata da strada. Certo, è possibile armarsi con quel che si trova per terra, che sia una trave di legno o un tubo di metallo, ma siccome la loro resistenza è ridotta si torna spesso a calci e pugni. In tutto questo la violenza è esplicita e brutale e giustifica il consiglio di giocare solo se si è maggiorenni.
Come nel caso del capitolo originale c’è spazio anche per le indagini (Ethan Thomas è pur sempre un poliziotto), che sono meno rispetto a “Criminal Origins” ma consentono di chiarire molti misteri. Sempre che si resista alla paura, naturalmente.
Voto: 9





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