Super bollette, un po’ di sollievo
L’Antitrust scende in campo per proteggere gli utenti vittime di bollette gonfiate da chiamate a servizi a valore aggiunto, costosissimi, su numeri satellitari, 899 o simili. Con una delibera, ha disposto infatti che gli operatori devono sospendere ogni attività di recupero crediti presso gli utenti, qualora abbiano accertato la presenza di traffico anomalo.Connessi connessi Il tutto nasce da un problema: gli utenti che si rifiutavano di pagare le bollette gonfiate ricevevano da Telecom minacce di distacco della linea, per morosità.L’Antitrust è intervenuta dopo le denunce delle associazioni dei consumatori. Adesso gli utenti avranno una certezza in più: in caso di traffico anomalo, potranno non pagare l’extra, senza temere distacchi, finché non chiarita l’origine del problema. Gli operatori disubbidienti rischiano una multa dai 10 mila ai 150 mila euro o la sospensione dell’attività d’impresa fino al massimo di 30 giorni.
L’Antitrust blocca il recupero crediti anche a monte: impone le stesse condizioni, sempre in caso di accertato traffico anomalo, alle aziende che gestiscono questi numeri. Dovranno aspettare prima di battere cassa con Telecom. Com’è noto, il sistema funziona così: l’utente paga Telecom, con la bolletta. Telecom gira parte dei soldi ottenuti alle aziende che gestiscono i servizi relativi.
La delibera dell’Antitrust si rivolge così, nel complesso, a Telecom Italia, Elsacom, Csinfo, Eutelia, Karupa, Voiceplus e Teleunit.
L’Antitrust ha scoperto, tramite accertamenti presso la sede Telecom, che quest’ultima era consapevole della presenza di traffico anomalo e ciononostante ha proceduto a inviare bollette e a pretenderne il pagamento. Telecom ha infatti ribadito di non essere responsabile di eventuali anomalie, ma di essere solo tramite tra l’utente e i gestori dei servizi.
L’Antitrust adesso confuta questa posizione di neutralità. È evidente che è solo una soluzione temporanea, che darà un po’ di fiato agli utenti. L’incognita è se riusciranno a ottenere lo stralcio del traffico extra: a tal scopo dovranno dimostrare di essere vittime di raggiri o di truffe, in sede di conciliazione presso l’operatore o in tribunale. L’esito, com’è ovvio, dipende da caso a caso.
L’Antitrust non fa che confermare una posizione già assunta dall’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni), che ha imposto agli operatori di aspettare il termine della controversia prima di staccare la linea dell’utente moroso.





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