Windows Xp, la chiave Microsoft per gli Umpc
Un caso su tutti: sul mercato australiano l’Asus Eee PC 900 - uno degli Umpc più conosciuti e apprezzati - costa meno in versione Windows che in versione Linux. Certo, bisogna considerare vari fattori: la differenza è di 50 dollari australiani (al cambio, circa 30 euro) e il modello basato su Linux è dotato di un’unità di storage più capiente, e non ne esiste una configurazione direttamente paragonabile all’entry level basato su Windows. Il che fa subito pensare come la strategia di Microsoft sia molto aggressiva, e vada ben oltre il caso specifico con Asus e la linea Eee.
>Computer che camminano A fine aprile, Big M ha lanciato un programma per promuovere Xp tra i vendor di Pc a basso (e bassissimo, come nel caso di Olpc) costo: quelli, per capirci, che presentano Linux come sistema operativo per contenere i costi. Pare proprio che Microsoft abbia proposto prezzi stracciati o quasi per le licenze di Windows XP (Home, ovviamente) ai produttori: dai 26 dollari per i paesi in via di sviluppo quali India e Cina fino ai 32 dollari per il resto del mondo. Ma Microsoft non conferma trincerandosi dietro un “Non parliamo in pubblico dei nostri accordi con i produttori di Pc”.
Vi sono tuttavia limiti ben precisi: il processore dell’Umpc deve essere non più veloce di 1 Ghz (con le sola eccezioni dei Via C7-M, il cui clock si spinge fino a 1,6 Ghz, e degli Intel Atom N270), lo schermo non deve eccedere i 10,2” e l’hard disk gli 80 gigabyte. Ce n’è abbastanza, ad ogni modo, per garantire un uso più che soddisfacente del proprio Pc.
Le conclusioni sembrano scontate: i produttori di Pc a basso costo hanno fatto ottimi debutti appoggiandosi a Linux, e Microsoft - che ha preferito inizialmente porsi in posizione d’attesa - vuole approfittarne per tempo. Sta agli utenti decidere; va da sé che in questo caso la competizione dovrebbe portare loro benefici in termini di prezzo e di qualità del prodotto.





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