Prova giochi: Haze
La guerra del “nettare”, la droga potenziante per soldati. Un gioco che tenta anche di sostenere tutto il gamplay con una solida trama e numerose scene di intermezzo piene di dialoghi. Non sempre però i risultati sono all’altezza
Sviluppato espressamente per le capacità della Playstation 3, “Haze” è uno sparatutto in prima persona (FPS) pieno di momenti adrenalinici e situazioni di grande pathos. È un gioco che tenta anche, riuscendoci solo in parte, di sostenere tutto il gamplay con una solida trama e numerose scene di intermezzo piene di dialoghi.
Tutto si sviluppa intorno all’uso (caldeggiato dal governo) di una sostanza chiamata nettare, ovvero una potente droga che ha il doppio effetto di potenziare i soldati e di renderli più docili e ubbidienti. Il momento clou è quindi rappresentato dalla diserzione, improvvisa e inaspettata, del nostro personaggio: dopo alcuni ragionamenti ‘etici’, abbandona le forze governative e passa ai gruppi ribelli. È un efficace metodo per movimentare la sceneggiatura spostando il punto di vista del giocatore da una angolazione all’altra, diametralmente opposta. Ovvero dai ‘buoni’ ai ‘cattivi’. Peccato che il resto della storia non riesca più a discostarsi dai soliti, piuttosto prevedibili canoni.
Quanto al gameplay, “Haze” sfoggia una suggestiva ambientazione selvaggia e una convincente atmosfera di guerriglia. Le armi a disposizione non sono molto varie ma è possibile guidare i mezzi da combattimento di entrambe le fazioni (davvero spassoso). La fisica e la grafica sono di buon livello, anche se forse ci si sarebbe aspettato qualcosa in più. Interessante invece la modalità cooperativa, sia con schermo splittato che online: possono entrare a darti una mano fino a 3 amici e in qualsiasi momento.
Il difetto più evidente di questo gioco è legato invece all’intelligenza artificiale: i tuoi compagni continuano a passarti davanti mentre stai sparando, mentre i nemici si lasciano ammazzare come pupazzi decerebrati, senza cercare mai un qualsiasi riparo. Ci sono anche alcune imperfezioni tecniche, come la comparsa e la sparizione improvvisa di personaggi e mezzi appena distrutti, e poi quadri da superare in maniera un po’ troppo rigida e una interazione con l’ambiente ridotta un al minimo indispensabile. Tutti piccoli difetti che possono irritare o meno in base al proprio livello di tolleranza, ma che in fin dei conti non tolgono poi troppo al divertimento.
Voto: 6





Ancora nessun commento.