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Prova giochi – Alone In The Dark

alone in the dark videogiochi

Scritto da Giuliano Mannini

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Ben 16 anni sono passati da quando uscì la prima versione del videogame che inventò e lanciò in tutto il mondo il genere Survival Horror. Ora il mitico titolo torna con una veste grafica nuova e iperrealistica

Ben 16 anni sono passati da quando uscì il primo, indimenticabile “Alone In The Dark“, il gioco che inventò e lanciò in tutto il mondo il genere Survival Horror. E ora, il mitico titolo torna con una veste grafica nuova e iper realistica, con un detective dell’occulto che con quello originale condivide soltanto il nome, non certo il look (ora è un bel giovanotto alla moda). E soprattutto propone un gameplay inusuale per questo tipo di gioco, che permette di passare oltre quando ci si trova in un punto morto.
Strutturato per episodi e per quadri successivi “Alone In The Dark” permette infatti di muoversi sulla timeline in maniera semplicissima, proprio come in un qualunque programma di montaggio video (per chi ne ha mai usato uno), evitando di restare ‘piantati’ giorni e giorni a maledire gli dei e a lambiccarsi il cervello. Quanto questo sistema tolga al pathos del gioco è di certo soggettivo, ma non si può negare che una soluzione rapida e immediata costituisca una tentazione forte. Alla fine, inevitabilmente, si finisce per approfittarne.

Al di là di questo, il gioco ha una splendida grafica, una fisica piuttosto plausibile e un’interattività con l’ambiente molto elevata. Si possono bruciare oggetti, utilizzare scope per colpire i mostri avversari e spegnere le fiamme con un estintore. Ma anche mettere in moto auto con i fili e comporre oggetti tra loro per ottenere bombe molotov e proiettili incendiari. Ci si può anche curare quando si viene feriti e in generale, tra bende, spray, batterie per la torcia, cellulare e l’immancabile accendino, il campionario di oggetti a disposizione di volta in volta è sempre vario e ben assortito.
Decisamente più splater del suo ingenuo ma irresistibile progenitore, “Alone In The Dark” non riesce forse a ricreare la magia di 16 anni fa ma si dimostra un buon titolo con pochi difetti veri (qualche artefatto ogni tanto e qualche difficoltà di controllo qua e là) e molti spunti interessanti.


 Voto: 7

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