Jody Watley: la musica online è anche donna
Non solo Radiohead o Nine Inch Nails: tra gli artisti autogestiti c’è anche Jody Watley, con il suo personale “music store”, tra black music, dance ed elettronica
In un momento in cui molti grandi artisti fanno a gara a cercare di “smarcarsi” dalle grandi strutture discografiche alle quali sono spesso stati legati per diversi anni, fin dall’esordio o quasi, e addirittura sorgono iniziative come Elite Artist Services dirette proprio ad aiutare artisti di successo “in fuga” verso l’indipendenza, torna a farsi viva una cantante il cui esordio risale ormai a tre decenni fa, che ha scelto l’indipendenza già da tempo e che oggi si ripresenta in rete.
Ad agosto 2008 è apparso www.jodywatleymusicstore.com, il sito con cui Jody Watley distribuisce direttamente la propria musica in formato mp3 (sia album completi che tracce singole) presentando lavori autoprodotti tra il 1999 e il 2008, tra i quali non mancano i remix di “I want your love”, pubblicati nel 2007 e molto ballati nei club del Regno Unito.
La cantante ebbe i primi successi tra soul e disco-dance con il trio Shalamar: l’anno era il 1977 e l’avventura durò fino al 1984, quando iniziò una carriera di solista. L’ultimo scorcio degli anni ‘80 la vide sfornare tra l’altro alcuni singoli di grande successo come “Looking for a new love”, “Don’t you want me” e “Friends” (che la vedeva collaborare con le stelle dell’hip-hop Eric B & Rakim). Partecipò poi all’album anti-AIDS “Red, Hot & Blue” eseguendo “After you who” (composizione di Cole Porter, come tutti i brani del progetto). Al top della carriera solista era su MCA: una delle due grandi etichette - l’altra era Polygram - confluite nell’attuale Universal.
Ma già nel 1995 la Watley - che nel frattempo aveva sconfinato nell’house music ed aveva già all’attivo collaborazioni e remix con molti dj di grido - aveva tentato l’avventura indipendente fondando la Avitone Records. Da allora, talvolta con l’appoggio di un distributore anch’esso indipendente, in altre occasioni con canale distributivo major, aveva proseguito per la sua strada. Magari in maniera più “sotterranea” ma sempre puntando alla qualità e mai cessando di produrre nuovo materiale, mentre i vecchi successi targati MCA venivano ristampati dalla major che li aveva ereditati.
Oggi il momento è propizio per un rilancio: dopo un sito ufficiale e una pagina MySpace, questo music store sembra il tassello definitivo per lo sbarco in grande stile nella musica digitale in prima persona. La Watley sembra voler lanciare un messaggio preciso; non solo Trent Reznor o Radiohead: ci sono anche donne-imprenditrici nel nuovo mercato della musica online.
Certo, grandi nomi come Madonna o Shakira hanno già piantato le rispettive major, ma è un altro discorso: entrambe hanno lasciato per sostanziose offerte da parte di Live Nation; chissà, forse si sono solo “intrappolate” nella major del futuro.
Jody Watley aveva invece scelto l’indipendenza in tempi non sospetti, nel 1995: probabilmente le sue ultime operazioni online, che portano ancora la firma Avitone, andranno a ribadire il concetto e - c’è da augurarselo - a far conoscere il suo lavoro a una nuova generazione di fan.





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