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Che fine hanno fatto i Beatallica?

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Scritto da Nicola Battista

Tre anni fa sembravano destinati a scomparire a colpi di diffide e richieste di risarcimento da parte della Sony/ATV: i Beatallica sono vivi e vegeti (e legalizzati). E pubblicano anche cd…

Chi l’avrebbe detto: tre anni addietro sembravano proprio in cattive acque, il classico caso dell’artista-Davide davanti alla major-Golia, per di più per (apparentemente) spinose questioni di copyright.

Nel 2001 i Beatallica - il nome già suggerisce l’origine: “Beatles”+”Metallica” - sfornarono per la prima volta i loro strani ibridi pop-metal e nel 2004 regalarono un EP scaricabile al pubblico della rete. Alcuni mesi dopo Sony/ATV, editore musicale che detiene i diritti sulla maggior parte del catalogo dei Beatles, aveva fatto sentire la propria voce e inviato una serie di “cease & desist” a tutte le persone coinvolte, incluso il webmaster David Dixon.

Le lettere chiedevano di interrompere la diffusione di questi particolari mash-up che a dire il vero erano bizzarri medley - privi quindi di campionamenti degli originali - peraltro di facile legalizzazione: basta pagare i diritti di riproduzione meccanica sugli originali; cosa che peraltro in America è legata a un sistema di “compulsory license”, licenze obbligatorie regolate dalla Harry Fox Agency, una delle corrispondenti della nostrana SIAE. Il titolare non può impedire la pubblicazione se chi intende andare in stampa o diffondere in rete si attiene a una serie di adempimenti non solo economici, quali una lettera che avvisa l’imminente utilizzo e una serie di report sulle utilizzazioni.

Del caso si parlò moltissimo in rete e alcuni lanciarono petizioni a favore del gruppo e contro la major vista come eccessivamente “avara” oltre che eccessivamente dura verso un’operazione di dimensioni artigianali, fino ad allora ignota al grande pubblico. Il caso finì per fare pubblicità a livello nazionale e internazionale al gruppo e ai suoi membri (che, guarda caso, utilizzano pseudonimi “ibridi” che ricordano i nomi dei membri dei due gruppi “omaggiati”: il batterista per esempio si fa chiamare Ringo Larz…).

Chi scrive ricorda un post di Dixon sulla mailing list Rumori, nel febbraio 2005, in cui si annunciava la diffida targata Sony. E ricorda di aver replicato con alcune possibili indicazioni sulla soluzione del problema, basate sul sistema di licenze di cui sopra. Le acque si erano intanto calmate nel marzo 2005: Sony non avrebbe fatto chiudere bottega ai Beatallica.

Ma cosa è successo dopo questa sorta di “tregua”, raggiunta sia per l’intervento di legali e per il movimento online, ma anche per l’intercessione dello stesso Lars Ulrich dei Metallica, in origine fiero avversario di Napster e Mp3, e soprattutto dello stesso legale dei Metallica, Peter Paterno? Peraltro Sony, a causa della presenza di EMI come coeditore dei pezzi dei Beatles e degli aventi diritto sui brani dei Metallica, si era trovata in realtà nella posizione vagamente surreale di detenere una quota di minoranza sui brani “incriminati”

E’ successo che - interrotte le ostilità - i Beatallica, originariamente non dediti alla pubblicazione di cd e quindi privi dello “scopo di lucro” almeno per gli mp3 diffusi a suo tempo, oggi pubblicano cd venduti regolarmente su Internet e non. E hanno un contratto con Oglio Records, etichetta indipendente di tutto rispetto, con la quale hanno pubblicato nel 2007. Risolti i problemi con la Sony (e pagati i diritti per la stampa del cd…) nel 2007 hanno dato alle stampe l’inquietante “Sgt. Hetfield’s Motorbreath Pub Band” zeppa di improbabili titoli come “Hey Dude”, “Leper Madonna” o “Blackened the USSR”. Maggio 2008 ha visto un singolo “All You Need is Blood”, che vede lo stesso brano massacrato in ben 14 lingue incluso coreano, estone, ebraico nonché la versione italiana “Quel che ti serve è sangue”…

Che dire: loro si divertono. I fan pure. Tra gli estimatori ci sono nomi di richiamo come Anthrax e Dream Theater (il cui batterista si è esibito con loro dal vivo); hanno fatto da supporter a una miriade di nomi noti dai Motorhead ai Sepultura. A questo punto sembrerebbe che siano tutti felici e contenti, inclusa la Sony che incassa i diritti di riproduzione meccanica (e di pubblica esecuzione) e il sottoscritto che potrebbe pensare di aver previsto il finale con un paio d’anni d’anticipo.

Resta un dubbio finale: come mai un paio di brani dei Beatallica sono depositati presso Harry Fox Agency ed ASCAP solo a nome di Lennon-McCartney e con Sony/ATV unico editore? Non mancherà per caso qualcuno?

Ci viene da pensare che il signor Paterno avrà ancora lavoro da fare su questo materiale: ma non certo contro i Beatallica o la Oglio, e per somme decisamente più importanti che quelle relative al caso - gonfiato non poco - del 2005. Ma questa è un’altra storia…

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