La crisi colpisce anche Nokia
Giù il fatturato, gli utili e la quota di mercato. Colpa dell’economia, ma anche di concorrenti molto aggressivi. Ma il big già pianifica la ripresa
La si potrebbe raccontare anche con le parole di Carolina Milanesi, analista di Gartner e tra i massimi esperti di cellulari: «se persino Nokia ha problemi, significa proprio che la crisi ha cominciato a colpire duro anche il mercato della telefonia mobile». E infatti: sul bilancio appena pubblicato da Nokia, non solo ci sono cali, ma sono anche peggiori del previsto. Il fatturato è a quota 12,2 miliardi di euro, nel secondo trimestre 2008, meno 5,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma più di tutto sorprende il calo dei profitti: meno 30 per cento (a 1,09 miliardi di euro).
Cala anche il numero di cellulari venduti: 117,8 milioni (le previsioni erano di 120 milioni), a un prezzo medio di 72 euro, ben lontano quindi da quello dei modelli di punta, i quali danno il miglior margine di profitto al produttore. L’utile per azione è passato da 40 a 29 centesimi (gli analisti prevedevano 29). Di conseguenza cala anche la quota di mercato: ora è al 38 per cento, rispetto al 40 per cento del trimestre precedente (da record).
I motivi sono due, come analizzato anche dal Wall Street Journal: da una parte la crisi, che colpisce soprattutto le vendite di modelli di alto livello (e sta cominciando anche a far rallentare la crescita del mercato telefonini nei Paesi in via di sviluppo); dall’altra, una concorrenza agguerrita. Viene in mente l’iPhone, certo, che secondo voci è arrivato a vendere 10 milioni di unità nel 2008, finora. Ma anche Blackberry, che ormai si rivolge con aggressività al mercato dei consumatori e non più solo delle aziende.
Pesa anche il fatto che Nokia- dichiaratamente- si sia rifiutata di seguire i concorrenti (Samsung in primis) sul terreno degli sconti ai cellulari. Loro hanno voluto così contrastare la crisi- e approfittarne per rosicchiare quote di mercato; Nokia invece ha preferito non perdere margini di profitto. Al contrario, ha lanciato un cellulare, l’N96, che è più figlio dell’opulenza (700 euro) che di questi tempi di magra. Certo, non il miglior momento per la sua uscita.
L’amministratore delegato del gruppo, Olli-Pekka Kallasvuo, prevede però un recupero a fine anno. Molte speranze sono riposte nella strategia orientata alla musica (gratis per un anno agli acquirenti di certi cellulari) e nel suo primo touchscreen, l’Xpress Music. Già, forse anche il ritardato lancio di un touchscreen ha pesato sul calo… La combinazione di Xpress Music (venduto a metà del prezzo dell’iPhone) e dell’offerta Come with Music ha però le carte in regola per rivelarsi molto popolare e gradita agli utenti (anche a quelli dal portafoglio poco pieno). Questa sì una mossa che ben si adatta ai tempi di crisi.





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