La Tv diventa ubiqua con SlingBox
Guardare i programmi televisivi preferiti su computer e cellulari, ovunque. Grazie alla banda larga e a un apposito “device” in grado di controllare anche il decoder satellitare e il lettore Dvd
Tecnicamente si definisce una soluzione di Tv over IP semplice e rivoluzionaria. In pratica è un dispositivo a base trapezoidale, a nome SlingBox, che una volta collegato al televisore e a una connessione Internet in banda larga permette di vedere i programmi trasmessi dal piccolo schermo su telefonini 3G (a piattaforma Symbian S60), computer palmari (Windows Mobile) o notebook (Windows e Apple Os X). Ovunque ci si trovi. Il tutto grazie a un apposito software – SlingPlayer - da installare là dove si vuole vedere i canali televisivi da remoto, con le stesse impostazioni memorizzate nell’apparecchio che campeggia in salotto.
Questo gadget hi-tech lo ha portato in Italia Sling Media, società californiana già salita alla ribalta delle cronache digitali per aver vinto un Technology & Engineering Emmy al Ces di Las Vegas del 2007. Ora la sua creatura più nota, Slingbox, sbarca anche in Italia in due versioni - Pro e Solo - con tutto il corredo che li riguarda e una promessa: con questi prodotti non solo si rende ubiqua la Tv ma si controlla a distanza anche il decoder satellitare o quello per il digitale terrestre (i cui contenuti on demand a pagamento sono quindi riproducibili a distanza) e il lettore Dvd. Come? Tramite un telecomando, naturalmente virtuale, attraverso il quale cambiare canale, volume e accedere ai menu e alle funzioni dei dispositivi collegati via interfaccia Hdmi.
Quelli di Sling Media, e nella fattispecie il co-fondatore nonché presidente e Ceo Blake Krikorian, chiamano la tendenza a fruire via Internet dei propri contenuti multimediali registrati o in diretta (ed è il caso dello SlingBox) in un modo ben preciso, “placeshifting”. Non ho idea di quanti in Italia ne abbiano sentito parlare o pratichino questa tecnica ma tant’è. Lo SlingBox sono prodotti per un pubblico di appassionati e hanno sicuramente attributi con i quali farsi notare, dal supporto del formato widescreen 16:9 alla capacità di riprodurre video in modalità streaming con una velocità massima di 8 Mbps in tutta la casa. Il difetto, semmai, è che si tratta di un prodotto Unicast, non può cioè essere utilizzato in modo simultaneo da più utenti, e che solo in versione Pro dà la possibilità a chi sta a casa di vedere un programma diverso da quello che si sta fruendo dallo SlingBox.
Per averlo occorre mettere a budget 299,99 euro per la versione Pro (che consente di collegare fino a quattro diverse sorgenti del segnale tv) e 199,99 per quella Solo (che rispetto alla precedente supporta un solo ingresso audio e video e si appoggia al decoder dell’utente) mentre il client software è liberamente scaricabile on line per l’utilizzo su pc e a pagamento (19,99 euro) per cellulari e smartphone. Costa troppo? O avere la Tv sempre con sé è un privilegio (per qualcuno, non il sottoscritto) che non ha prezzo?





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