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Dischi Ssd, un “valore aggiunto” a caro prezzo per i notebook

asus ces2009 dell macbook ssd storage toshiba

Scritto da Gianni Rusconi

toshiba-512gb-ssd

I dischi allo stato solido sono sempre più capaci e le grandi manovre dei produttori di pc sono iniziate. Ma i costi extra per gli utenti finali sono ancora elevati. Troppo? E fino a quando?

Ssd, Solid state disk: è l’acronimo tecnologico del momento, almeno per l’ampio e variegato mondo dei dispositivi mobili. Anche il Ces 2009 ha regalato importanti novità in proposito, con la presentazione dei super netbook S121 di Asus dotati di un modulo di memoria Nand flash da ben 512 Gbyte e la presentazione ufficiale da parte di Toshiba del suo primo disco Ssd di pari capacità di quello di cui sopra e destinato ai notebook.)

Con la casa giapponese sono ora almeno tre, gli altri due sono Samsung e Micron Technology, i produttori che sono ormai pronti a spingere sull’acceleratore per portare sul mercato in grandi volumi supporti di storage a tecnologia Ssd nei tagli da 256 Gbyte. Ma quanto impatteranno i dischi allo stato solido nell’economia del mercato dei pc portatili? La risposta è in una proiezione della stessa Toshiba, secondo cui le memorie flash saranno la prima scelta di un notebook su quattro entro il 2012.

La nuova era dei supporti di memoria per i computer mobili è quindi solo all’inizio e ciò che si attendono addetti ai lavori e soprattutto utenti sono gli annunci in serie da parte dei pc vendor. Dell, fra questi, ha fatto sapere che alcuni suoi modelli (gli XPS M1330 e M1730) potranno essere ordinati a breve con un disco Ssd (Samsung) da 256 Gbyte; identica opzione offre Apple per i suoi MacBook Pro da inizio gennaio. Esempi eccellenti a cui ne seguiranno molti e molti altri. Viva quindi gli Ssd, verrebbe da dire, sono più veloci e consumano meno energia dei dischi tradizionali. Ma in quanti (utenti) sono disposti ad accollarsi differenze di prezzo che non passano certo inosservate? Per l’aggiunta del disco Ssd da 256 Gbyte Dell aumenta i costi dei suoi Xps di 400 dollari: una cifra con la quale poter comprare un netbook di nuova generazione e comunque ben superiore ai 150 dollari extra che lo stesso produttore texano chiede per dotare i suoi notebook di un hard drive da 500 Gbyte.

I bene informati sostengono che la curva al ribasso dei costi dei supporti a stato solido porterà in tempi brevi i costi al consumo di questa tecnologia a un livello accettabile. Attendiamo fiduciosi, e anche un po’ impazienti.

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