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Caso Nintendo R4: Pcbox si difende, anzi attacca

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Scritto da Roberto Catania

Nintendo-R4

La società fiorentina contro cui è scattato il ricorso cautelare per la vendita di game copier presenterà un esposto contro Nintendo per abuso di posizione dominante. Per i responsabili le misure di protezione impediscono la circolazione degli homebrew

Non c’è nessuna sentenza di condanna, ma solo un’ordinanza in sede cautelare e sommaria che è stata reclamata nei termini di legge. PcBox, la società contro cui si sono materializzate le ire di Nintendo per la vendita dei cosiddetti “game copier” come l’ormai celebre R4 Revolution, si difende e contrattacca.

È Francesco Campa, amministratore della società a comunicarlo in anteprima a Mytech precisando: “Esiste semplicemente un’ordinanza, con verifica limitata per legge al cosiddetto fumus boni juris e non certo alla fondatezza della domanda avversaria che è stata reclamata nei termini di legge. Lo stesso primo giudice, peraltro, ha respinto la richiesta di pubblicazione del provvedimento cautelare, inopinatamente riassunto dai media con frasi decontestualizzate e liberamente estrapolate dalla motivazione. Va precisato inoltre che la vicenda non ha nulla a che vedere con pratiche assimilabili alla cosiddetta pirateria, attenendo, piuttosto, ai più elementari diritti dei consumatori che, secondo taluni, non avrebbero il diritto di fruire, sull’hardware acquistato a caro prezzo, di software non ufficiale, ovverosia di programmi realizzati da sviluppatori indipendenti. Non a caso il sequestro di recente eseguito presso la sede legale su impulso di Nintendo ha dato esito negativo”.

Ed è proprio su questo punto che PcBox intende ribaltare il caso, a tal punto da aver dato mandato ai propri legali di presentare un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Commissione Europea (DG Competition) per la verifica della legittimità delle misure di protezione adottate dalla casa giapponese. “Chiediamo agli organi antitrust di verificare se sia legittimo l’impiego di asserite misure tecnologiche di protezione per tutelare non già il sacrosanto diritto degli autori e degli sviluppatori di software, bensì rendite di mercato derivanti dalla posizione dominante di alcuni operatori economici, tra i quali coloro il cui obiettivo pratico parrebbe essere, piuttosto, quello di impedire la circolazione dei cosiddetti homebrew e più in generale degli applicativi non licenziati dai produttori di consolle, sia a scopo ludico che non”.

Secondo Pcbox, in sostanza, Nintendo abusa di potere dominante utilizzando i sistemi di protezione per impedire la diffusione di programmi o giochi fatti in casa. Il gioco, è il caso di dirlo, si fa duro. Il prossimo capitolo è atteso per il 5 febbraio, data in cui il Tribunale di Milano, in composizione collegiale, ha fissato l’udienza per la trattazione dell’impugnazione.

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