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Palm Treo Pro in prova: dell’iPhone c’è solo il lato B

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Scritto da Roberto Catania

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Nell’attesa di vedere da vicino il nuovo Pre, abbiamo messo sotto torchio il dispositivo motorizzato Windows Mobile che molti hanno accostato - forse un po’ frettolosamente - al Melafonino

Palm contro Apple, sarà uno dei tormentoni del 2009? Dopo il botta e risposta di cui via abbiamo raccontato, è facile pensare che ci saranno altre scintille fra le due case americane.

Ma facciamo un passo indietro, al settembre del 2008, data dell’annuncio del Treo Pro, a detta di molti il primo anti-iPhone della Palma. Abbiamo avuto l’opportunità di provarlo su strada per 30 giorni; un periodo più che sufficiente per capire come va davvero l’ammiraglia della casa; e soprattutto per capire se le analogie con il Melafonino sono reali o presunte.

Si perché se dovessimo limitarci a guardare il Treo Pro da dietro non avremmo dubbi: tutto è identico all’iPhone, nonostante il marchio Palm stampigliato in bella vista. Eppure basta ribaltare il terminale per rendersi conto che siamo di fronte a un vero Palm, magari in abito da sera e con un motore Microsoft sotto il cofano, ma pur sempre un Palm.

E che il Pro abbia poco a che spartire con l’iPhone lo si capisce pure mettendo il naso dentro il telefono. Basta smanettare fra le funzionalità chiave (chiamate e messaggistica) per capire ad esempio che il Pro non è un vero touch-phone. Non che Windows Mobile 6.1 non si presti a essere toccato, intendiamoci, ma si parla sempre di un tocco in punta di pennino che poco ha a che vedere con il controllo a polpastrello del Melafonino e dei suoi fratelli. A differenza di ciò che hanno fatto Htc e Samsung, infatti, Palm ha lasciato il sistema operativo di Redmond nudo come mamma Microsoft l’ha fatto, senza cioé vestirlo con un’interfaccia tattile dedicata. E allora più che l’iPhone, il terminale di riferimento diventa il Treo 750, di cui il Pro può considerarsi il degno successore.

Se vi definite utenti business, sul Palm troverete tutto quello che vi serve: una tastiera Qwerty su cui smanettare a velocità supersoniche, gli applicativi Office, una connettività coi fiocchi e un Wi-Fi molto reattivo (grazie anche al tasto laterale di accesso rapido); ricordatevi solo di caricare Opera Mini come browser predefinito. Il mobile-worker che non deve chiedere mai (soprattutto le informazioni stradali) potrà contare anche sul Gps integrato, con Webraska preinstallato (ma in modalità try & buy) a fare da navigatore. Altrimenti c’è il sempre valido Google Maps, che si paga però ad ogni connessione. E poi c’è la batteria, che è probabilmente una delle più longeve della categoria (un altro modo per prendere le distanze dall’iPhone).

Se invece preferite sollazzarvi con foto e musica allora avete sbagliato apparecchio. L’obiettivo da 2 megapixel non è certo la miglior base di partenza per utilizzare il telefono come fotocamera. Va un po’ meglio ai musicofili che possono utilizzare Windows Media Player come lettore predefinito, ma la mancanza di una scheda di memoria nella confezione sembra nascondere un invito fra le righe: evitate di generare (o caricare) file di grosse dimensioni (ad esempio tracce musicali), perché non sapreste dove metterle.

E il prezzo? 500 euro. Beh, su questo fronte – purtroppo – Palm torna ad allinearsi ad Apple.

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