Lg e Intel, ecco i Mid di domani. In salsa Linux
Al Mobile World Congress di Barcellona le due aziende hanno rafforzato la partnerhip in essere sui “mobile device” presentando i piani per i futuri mini Internet pc basati su architettura “Moorestown”
L’annuncio è arrivato al Mobile World Congress di Barcellona ma con i telefonini, Android e tutto il resto non c’entra. Almeno in apparenza. Quella che hanno sancito Intel e Lg Electronics questa settimana è una collaborazione che guarda al mondo dei Mid, dei Mobile Internet Devices. E quindi all’universo dei mini pc, dove le due aziende sono già fra loro legate per i chip Atom a bordo dei netbook del produttore coreano, e non a quello dei cellulari.
I Mid destinati a irrompere sul mercato entro il 2010 frutto di tale collaborazione hanno due prerogative tecniche su tutte: i processori “Moorestown” (di Intel) e la piattaforma software Moblin versione 2.0 (una delle tante distribuzioni Linux). A completare il quadro e a dare a questi prodotti i canoni di veri e propri “Internet device” anche la tecnologia Ericsson per quanto riguarda la connettività 3G “embedded”.
La scommessa che Intel vuole vincere in questo campo parte da lontano – l’attenzione del colosso di Santa Clara per i terminali mobili, smartphone inclusi, è vecchia di almeno cinque anni – e oggi ha nella comunità open source una carta da giocare in più. Sono oltre 1.000 le applicazioni e oltre 6.000 gli sviluppatori della galassia Moblin e fra i nomi delle aziende coinvolte nel progetto Mid ci sono fior di specialisti come Comverse e Wind River. Intel enfatizza anche come i modelli basati su architettura Atom siano oggi più di 100 fra Mid e netbook ma omette di dire che i secondo costituiscono la quasi totalità di un campionario che annovera vendor come Acer, Asus, BenQ, Dell, Fujitsu, Hp, Lenovo, Msi, Panasonic, Sharp e Sony.
Quanto a “Moorestown”, utile forse ricordare che si tratta di una piattaforma che sfrutta tecnologia “system on a chip” (nome in codice “Lincroft”) e un processore Atom a 45 nanometri. Se questa nuova architettura sia il jolly con il quale Intel vuole finalmente giocarsi le proprie “chances” nei terminali mobili di nuova generazione è praticamente certo. Non è ancora ben chiaro se da qui a 18 mesi la società californiana deciderà di presentarsi come vero concorrente di Qualcomm o Texas Instruments in campo smartphone oppure come “deux ex machina” dell’ancora indefinibile pianeta Mid.





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