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Modchip e Nintendo R4 ultimo atto. Anzi no

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Scritto da Roberto Catania

Nintendo-R4

Botta e risposta fra Nintendo e PcBox. La filiale della casa giapponese rivendica una vittoria in appello che confermerebbe l’illegalità dei dispositivi R4. Secca la replica della società fiorentina: non c’è stato ancora nessun processo

La querelle fra Nintendo e PcBox si arricchisce di un nuovo – e a dir poco controverso - capitolo. Il 5 marzo Nintendo ha emesso un comunicato secondo cui il Tribunale Civile di Milano avrebbe confermato in appello l’illegalità dei dispositivi per console Nintendo Wii e Nintendo Ds, come l’R4 Revolution, ordinandone il ritiro immediato dal mercato.

Il testo del comunicato
Il tribunale – si legge nel comunicato - ha stabilito che modchip e game copier sono vietati dalla legge perché permettono di aggirare le misure tecnologiche di protezione integrate nei sistemi delle console Nintendo, tutelate dalla legge italiana e della Comunità Europea sia sotto il profilo civile, sia sotto quello penale. Il tribunale ha definito irrilevanti le motivazioni della difesa: questi dispositivi non sono utilizzati per espandere le funzionalità della console, ma nascono con il preciso obiettivo di consentire l’utilizzo di copie illegali.

La replica di PcBox

La risposta di PcBox non si è fatta attendere: La società ha preso atto, con stupore, del comunicato diramato il 5 marzo 2009 dall’Ufficio Stampa Italia di Nintendo, secondo il quale vi sarebbe stato un “appello”, una “sentenza” e il Tribunale di Milano avrebbe “definito irrilevanti le motivazioni della difesa”.  A fronte di tali affermazioni, del tutto inesatte, Pcbox ritiene doveroso chiarire che non vi è stata alcuna sentenza, visto che la causa di merito non è neppure iniziata, e la prima udienza è prevista per giugno 2009.

Per PcBox il Tribunale di Milano avrebbe semplicemente confermato, con un’altra ordinanza emessa in fase di reclamo, il provvedimento emesso in sede di cognizione cautelare e sommaria riguardante l’inibitoria disposta dal primo giudice, precludendosi ogni più approfondita indagine quanto alla destinazione dei dispositivi PcBox e al mercato dei giochi liberi. Si spiega così la decisione dello stesso Tribunale di respingere nuovamente la domanda di pubblicazione del provvedimento cautelare avanzata da Nintendo; sarà il giudizio di merito - conclude PcBox - a chiarire chi ha torto o ragione.

Al Garante l’ardua sentenza
Quanto alla controffensiva di PcBox che ha a sua volta accusato Nintendo di aver blindato le console impedendo di fatto ai consumatori di utilizzare l’hardware indipendentemente dal software licenziato da Nintendo, il Tribunale avrebbe affermato di non poter entrare nel merito della questione, spettando a PcBox il compito di “attivare gli organi competenti a livello nazionale e comunitario (l’autorità garante per la concorrenza e il mercato e la Commissione Europea)”.

Nintendo ha cantato vittoria troppo presto? Può darsi; per il momento resta valida l’ordinanza che blocca la distribuzione delle R4. Ma per capirne di più dovremo attendere gli sviluppi legali della vicenda. Vi terremo naturalmente aggiornati.

Commenti   (Inserisci un commento)

fa bene nintendo a prendersela con chi vende queste cose....

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